Sapienza 7,7-11
Salmo 89,12-17
Ebrei 4,12-13
Marco 10,17-30
La vera ricchezza è seguire Cristo
In questa Domenica ci viene presentata la sapienza che non consiste tanto nel sapere ma nel sapore, cioè la capacità di saper gustare le cose di Dio e saper dare il giusto valore a tutte le altre. Tutto ciò illumina la mente e il cuore e ci rende capaci di riconoscere e di scegliere il bene (prima lettura). Il bel messaggio sulla sapienza viene approfondito e concretizzato nel Vangelo, in cui si verifica l’incontro di Gesù con “un tale”. Questi esordisce con una domanda: “Maestro buono, che cosa devo fare per avere in eredità la vita eterna?” (Mc 10,17b). E Gesù: “Tu conosci i comandamenti: “Non uccidere, non commettere adulterio, non rubare, non testimoniare il falso, non frodare, onora tuo padre e tua madre”. Egli allora gli disse: “Maestro, tutte queste cose le ho osservate fin dalla mia giovinezza” (Mc 10,19-20). Eppure… “Gesù fissò lo sguardo su di lui e lo amò” (Mc 10,21a). Così commenta P.Ermes Ronchi: “Lo amò per quell’eppure, che racconta fame e sete d’altro: osservare la legge non ha riempito la vita. Gesù lo fissa. Quell’uomo fa una esperienza da brividi, sente su di sé lo sguardo di Gesù, incrocia i suoi occhi amanti, può naufragarvi dentro. E se io dovessi continuare il racconto direi: adesso gli va dietro […]. Invece la conclusione cammina nella direzione che non ti aspetti: “Una cosa sola ti manca: “va, vendi quello che hai e dallo ai poveri”. Dona. Sarai felice se farai felice qualcuno. Tu non sei ciò che hai, ma ciò che dai. […] Ma l’uomo ricco se ne va triste, “possedeva infatti molti beni”. Che cosa mancava a quell’uomo ricco? Il dono, la gratuità. E’ quello che manca anche a noi. Quante volte ci accontentiamo dei doveri, mentre Dio, che ci dà la vita, ci domanda slanci di vita. Nel Vangelo di oggi si vede bene questo passaggio dal dovere al dono. “Va, vendi, dona, seguimi” (cfr Mc10,21). La fede non può limitarsi ai no, perché la vita cristiana è un sì, un sì d’amore. A tutti è chiesto di passare dal verbo avere al verbo amare. Questo è ciò che conta, sapendo che non siamo chiamati ad arrivare chissà dove, diventando tristi perché non ci sentiamo in grado di farcela, ma di metterci in cammino verso la meta. Sant’Agostino ci dice: “Desideri essere dov’è il Cristo? Ama Cristo e […] verrai trasportato dove si trova il Cristo. Ciò che ti trascina e ti rapisce verso l’alto non ti permette di cadere in basso. Non cercare nessun altro mezzo per salire in alto: amando fai leva, amando sei trasportato in alto, amando ci arrivi”.
Preghiera: Vergine Maria, che hai detto un sì totale a Dio, un sì senza ma, aiutaci ad assaporare la bellezza di fare della vita un dono.
