Terza Domenica di Avvento

Isaia 61,1-2.10-11

Salmo: Luca 1,46-50.53-54

1Tessalonicesi 5,16-24

Giovanni 1,6-8.19-28

Giovanni Battista: testimone della luce e della gioia

Nella liturgia odierna risuonano quattro voci che pur nella loro diversità di tempi annunciano tutte il Regno di Dio. La prima voce è quella del profeta Isaia che offre un messaggio di gioia per l’azione di Dio che libera il suo popolo dalla schiavitù babilonese. E’ una voce calda ed entusiastica che è “evangelo”, cioè buona notizia per i poveri., speranza per i malati, liberazione per gli schiavi e i prigionieri. La seconda voce è quella del Battista. “Venne un uomo mandato da Dio: il suo nome era Giovanni. Egli venne come testimone per dare testimonianza alla luce perché tutti credessero per mezzo di lui” (Gv 1,6-7). Non è lui la luce. Lui, il profeta e testimone, davanti alla luce è chiamato a farsi piccolo e a scomparire. “Chi possiede la sposa è lo sposo; ma l’amico dello sposo, che è presente e l’ascolta, esulta di gioia alla voce dello sposo. Ora questa mia gioia è compiuta. Egli deve crescere e io invece diminuire” (Gv 3,29-30). E tuttavia Giovanni non avverte tutto questo come una menomazione, anzi, arrivato il momento, si rallegrerà di uscire di scena e di indicare Gesù come l’Agnello di Dio, venuto a togliere il peccato del mondo. La terza voce è quella di Gesù che echeggia nel brano evangelico, anche se non è esplicita, ma si comprende che tutto è proiettato verso di essa; così anche Isaia nella prima lettura tratteggia la figura del Messia, consacrato e mandato dal Signore “a portare il lieto annuncio ai miseri, a fasciare le piaghe dei cuori spezzati” (Is 61,1), e Luca nel Vangelo presenta Gesù che nella sinagoga pronuncia queste stesse parole e proclama: “Oggi si è adempiuta questa scrittura che voi avete udita coi vostri orecchi” (Lc4,16-21). La quarta voce risuona oggi nella Chiesa ed è quella che “chiama” all’interno della comunità cristiana. San Paolo invita alla gioia, frutto dell’esperienza dell’azione di grazia di Dio sulla propria vita e sul tempo in cui si vive nella consapevolezza che Dio è vicino. E allora San Paolo ci dà degli imperativi: “Gioite sempre”, “Pregate ininterrottamente”, “In ogni cosa rendete grazie”, “Non spegnete lo Spirito”, “Non disprezzate le profezie”, “Vagliate ogni cosa e tenete ciò che è buono”. Al vero cristiano non può mai mancare la vera gioia anche quando le cose non gli vanno bene, perché sa che un Salvatore è venuto al mondo: “Vi annuncio una grande gioia, oggi è nato un Salvatore che è Cristo Signore”.

PreghieraO Maria, causa della nostra letizia, insegnaci a saper attendere nel silenzio della preghiera la Parola di salvezza di Dio, educaci ad ascoltarla ad accoglierla e a viverla con gioia nella nostra giornata.

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