SS.Corpo e Sangue di Cristo


Esodo 24,3-8
Salmo 115
Ebrei 9,11-15
Marco 14,12-16.22-26

Corpo di Cristo è il pane spezzato

L’alleanza, parola-chiave di tutta questa liturgia, è stipulata da Dio con Mosè anticamente sul Monte Sinai, grazie al segno del sangue, con il quale asperge il popolo (prima lettura). Nella seconda lettura, l’autore della Lettera agli Ebrei ci parla del sangue di Cristo, sangue versato una volta per tutte e capace di purificare “la nostra coscienza dalle opere di morte” (Eb 9,14b). Il Vangelo ci presenta il racconto dell’Ultima Cena: Gesù prende il pane nelle sue mani, pronuncia la benedizione, lo spezza e lo porge ai discepoli, dicendo: “prendete, questo è il mio corpo” (Mc14,22). L’Eucaristia non è solo la parola di Gesù “questo è il mio corpo”, ma anche il gesto più importante che Lui ha fatto: “prese il pane e lo spezzò” (Mc 14,22). L’Eucaristia non è solo pane, ma pane spezzato e condiviso. La Chiesa, che sempre deve nascere dal Vangelo, riconosce nei gesti di Gesù il mistero della sua stessa vita, perché neppure la Chiesa vive per sé stessa e muore per sé stessa. Spezziamo il pane e lo condividiamo insieme, e quindi confessiamo che crediamo nel suo Vangelo, che crediamo al dono e alla condivisione, alla comunione e alla solidarietà. Abbiamo bisogno dell’Eucaristia, come dell’aria che respiriamo, come dell’acqua che ci disseta, come del cibo che ristora le nostre forze. Non è possibile rimanere cristiani, discepoli autentici di Gesù, senza mangiare questo pane che, di domenica in domenica, ci mette in comunione con Lui, ci fa riprendere il cammino con gioia e speranza. Sant’Agostino ci dice: “Noi siamo diventati suo corpo e, per la sua grande misericordia, noi siamo quello che riceviamo”. Lungo la settimana ci viene chiesto continuamente di “accogliere” il prossimo che incontriamo. E non è sempre facile. Quante volte siamo tentati di cedere alla tentazione di chiuderci, di pensare ai fatti nostri…La sorgente di ogni carità è in quel pane che ci viene donato: è nell’Eucaristia, infatti, che noi ci sentiamo “accolti”, e proprio per questo siamo messi in grado di “accogliere”; è nell’Eucaristia che proviamo cosa significhi “essere ospiti” ed è per questo che diventiamo capaci di “ospitare”. Quel pane ci fa passare dall’ostilità all’ospitalità, da un amore possessivo a un amore gratuito e generoso.

Preghiera: O Vergine Maria, che ci hai donato Gesù, aiutaci ad accogliere con gratitudine il dono dell’Eucaristia e a fare anche della nostra vita un dono per gli altri.

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