Solennità di Cristo, Re dell’universo

Ezechiele 34,11-12.15-17
Salmo 22
1Corinzi 15,20-26.28
Matteo 25, 31-46

Le bilance del Signore sono tarate solo sul bene

La pagina di Ezechiele raffigura Dio sotto l’immagine classica del pastore che personalmente si prenderà cura di tutte le sue pecore. Si osservino i verbi di questa premura del Signore: “cercare, curare, passare in rassegna, radunare dalla dispersione, condurre al pascolo, far riposare, cercare la perduta, ricondurre la smarrita, fasciare la ferita, curare la malata, pascere” (prima lettura). Nell’attuale esperienza del male e della morte San Paolo afferma che la risurrezione di Gesù Cristo è garanzia e anticipazione della vittoria sulla morte per tutti (seconda lettura). Nella pagina evangelica di oggi Gesù si identifica non solo con il re-pastore, ma anche con le pecore perdute, cioè con i fratelli più piccoli e bisognosi. Dice Gesù: “In verità io vi dico: tutto quello che avete fatto (o non avete fatto) a uno solo di questi miei fratelli più piccoli, l’avete (o non l’avete) fatto a me” (Mt 25,40.45). Saremo giudicati sull’amore: non sul sentimento ma sulle opere, sulla compassione che si fa vicinanza e aiuto premuroso. Io mi avvicino a Gesù presente nella persona dei malati, dei poveri, dei sofferenti, dei carcerati, di coloro che hanno fame e sete di giustizia? Il povero è come Dio, è corpo e carne di Dio. Così commenta Padre Ermes Ronchi: “Mi è d’immenso conforto che il tema del giudizio di Dio non sarà mai il male ma il bene; non peccati, debolezze, difetti, ma gesti buoni, briciole gentili. Le bilance di Dio non sono tarate sul male, ma sulla bontà. “Alla sera della vita saremo giudicati sull’amore” (San Giovanni della Croce). Non su colpe o pratiche religiose, ma sul laico, umanissimo addossarci il dolore dell’uomo. Poi ci sono anche quelli mandati via. La loro colpa? Non hanno fatto del male ai poveri, non li hanno umiliati e derisi, semplicemente non hanno fatto niente. Omissione di fraternità. Isolamento da paura o indifferenza perché “l’inferno sono gli altri” (J.P.Sartre). Invece no, il Vangelo risponde: “mai senza l’altro”. Il Signore non guarderà a me, guarderà attorno a me, a quelli di cui mi sono preso cura. Senza non c’è paradiso”.

Preghiera: O Maria, Assunta in cielo, dove hai ricevuto dal tuo Figlio la corona regale perché lo hai seguito fedelmente nella via dell’amore, insegnaci a regnare nel servire. Fa’ che possiamo entrare fin da ora nel regno di Dio, attraverso la porta del servizio umile e generoso.

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