Genesi 3,9-15.20
Salmo 97
Efesini 1,3-6.11-12
Luca 1,26-38
Eccomi
S.Raimondo Lullo diceva: “Fin quando dureranno le tenebre nel mondo e quando cesserà la folle corsa degli uomini verso l’inferno? Quando gli innocenti saranno in maggior numero dei malvagi?”. La solennità dell’Immacolata Concezione è una risposta di speranza a questo lacerante ed eterno interrogativo. Maria è l’espressione più alta offerta alla creatura umana di partecipare al piano di Dio. Dio non è un solitario artefice di freddi mondi e di storie assurde. Egli vuole con la sua creatura privilegiata, l’uomo, edificare una mirabile architettura di amore e di pace nella storia. Maria è il modello della totale e mai incrinata dedizione a questo progetto divino. Se il Vangelo nulla dice circa l’occupazione nella quale era impegnata Maria quando ha ricevuto l’annuncio dell’Angelo Gabriele, a partire dal IX secolo grandi iconografi cristiani hanno raffigurato Maria con in mano un libro aperto: il libro delle Scritture. Basti ricordare le annunciazioni di Duccio, Beato Angelico, Leonardo, Antonello da Messina e altri ancora. L’angelo sorprende Maria intenta ad ascoltare la parola di Dio contenuta nelle Scritture, ed è da quell’ascolto che giunge a lei l’annuncio. Il racconto di Luca dell’annuncio a Maria è l’icona dell’ascolto, dove la Vergine di Nazaret è piena disponibilità a Dio, ascolto puro e accoglienza senza riserve della Parola. Maria ha accolto prima la Parola di Dio nel suo cuore, prima d’essere a concepire la Parola nella sua carne: come dice Sant’Agostino: “Concependo Cristo nella mente prima di concepirlo nel grembo”. Allora Maria ci offre questa verità fondamentale: Dio ci precede sempre. Non siamo noi ad amarlo per primi: la nostra è solo una risposta balbettante a un amore che si è riversato su di noi quando ancora non lo conoscevamo. L’Immacolata non è mai stata toccata dal peccato originale e il saluto dell’angelo: “Rallegrati, piena di grazia” (Lc 1,28) conferma che Maria è stata “colmata di grazia” da Dio. L’Immacolata è un segno di purezza, che consiste nell’adesione del cuore, cioè della coscienza, all’amore di Dio. San Paolo ci dice nella seconda lettura: “Egli ci ha scelti per essere santi e immacolati nella carità” (Ef 1,4). Carità, che non è ripiegamento su sé stessi, non è soddisfazione dei propri istinti e piaceri, ma è limpidezza, è donazione della nostra persona all’amore di Dio, è lodare Dio con il nostro corpo nel servizio agli altri. E’ questo il progetto di Dio per una storia di amore e di pace. E Maria vi ha aderito in pieno: “Ecco la serva del Signore: avvenga per me secondo la tua parola” (Lc 1,38).
Preghiera: O Maria Immacolata, fa’ che ogni mattina possiamo dire come hai detto Tu: Eccomi, Signore, oggi si compia in me la tua volontà.
