Pensiero Terza Domenica di Avvento 2025

Isaia 35,1-6a.8a.10

Salmo 145

Giacomo 5,7-10

Matteo 11,2-11

Coraggio, non temete! (Is 1,4a)

“Rallegratevi sempre nel Signore, ve lo ripeto: rallegratevi. Il Signore è vicino” (cfr Filippesi 4,4-5): Con queste parole l’antifona d’ingresso ci introduce nel contesto della Liturgia di questa domenica, che è quello della gioia: “Gaudete”. La gioia che nasce dall’avvicinarsi della venuta del Signore. La gioia come dono, ma che esige prima di tutto la nostra fiducia in Dio, prima del nostro impegno. La gioia è dunque quella di chi sa accogliere un Dio che ci visita e mantiene le promesse, ma a modo suo. Così ognuno di noi deve affrontare la fatica di cambiare innanzitutto la sua immagine di Dio. Il Dio potente e forte che sbaraglia i nemici, deve lasciare il posto al Dio mite e misericordioso, che offre amore. Il Dio giudice rigoroso, che porta alla luce ogni nostro peccato, viene soppiantato dal Dio paziente, che attende il peccatore. Anche Giovanni il Battista ha dovuto ricredersi. Anche lui ha dovuto accettare Gesù come il Messia del tutto inedito: non l’uomo forte e deciso, ma mite e misericordioso: “Giovanni, che era in carcere, avendo sentito parlare delle opere dl Cristo, per mezzo dei suoi discepoli mandò a dirgli: “Sei tu colui che deve venire o dobbiamo aspettare un altro?”. Gesù rispose loro: “Andate e riferite a Giovanni ciò che udite e vedete: i ciechi riacquistano la vista, gli zoppi camminano, i lebbrosi sono purificati, i sordi odono, i morti risuscitano, ai poveri è annunciato il Vangelo” (Mt 11,2-5). Saremo capaci anche noi, come suggerisce l’apostolo Giacomo, di mostrare la pazienza dell’agricoltore, che rispetta il ciclo delle stagioni, sicuro che il seme buono produrrà un frutto insperato? Non si tratta di fare una cosa o di non farla, ma di assumere un atteggiamento: la costanza. L’Avvento ci vuole educare a questa attesa attiva: seminare il bene senza pretendere risultati immediati, coltivare relazioni con pazienza, restare saldi nella fiducia quando i frutti tardano a venire. La gioia che celebriamo in questa domenica nasce dalla certezza che Dio è fedele: ciò che seminiamo nel suo amore porterà frutto a suo tempo.

Preghiera: Signore, agricoltore della nostra vita, insegnaci la pazienza dell’attesa e la fiducia nei suoi tempi. Donaci la gioia di scoprire che il seme del bene, custodito con amore, porterà frutto a suo tempo.

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