Pensiero – Solennità del Corpo e Sangue del Signore – Corpus Domini 2026

Deuteronomio 8,2-3.14b-16°
Salmo 147
1Corinzi 10,16-17
Giovanni 6,51-58

Con il suo “pane vivo” il Signore vive in noi

Celebriamo in questa domenica il mistero del Corpo e del Sangue del Signore che, nei segni del pane e del vino, nutre la nostra vita donandoci la gioia di una piena comunione con Dio e tra di noi. Le letture bibliche ci sollecitano a porre attenzione a tre aspetti di questo grande e infinito dono: quello che riceviamo come cibo spirituale è il pane del cammino, il pane della comunione, il pane della vita eterna. Nel Deuteronomio Dio invita Israele a ricordare tutto il cammino che ha dovuto percorrere in quaranta lunghi anni nel deserto, nutrito di manna: un pane non prodotto dal lavoro dell’uomo, ma accolto come dono dal cielo, segno che non viviamo di solo pane, ma di quanto esce dalla bocca del Signore. Ebbene, donandoci il suo pane, che è suo Figlio morto e risorto, Dio ci fa vivere un cammino pasquale. Giungiamo così a conoscere ciò che davvero c’è nel nostro cuore, e scopriamo che, pur dentro tutte le ombre che lo abitano, è Dio stesso a dimorare in noi con la sua luce e la sua pace. San Paolo, scrivendo alla comunità di Corinto, ci aiuta a comprendere il secondo aspetto di questo mistero: il pane della comunione. “Poiché vi è un solo pane, noi siamo, benché molti, un solo corpo: tutti infatti partecipiamo all’unico pane” (1Cor 10,11). C’è una profonda relazione tra il corpo di Cristo al quale comunichiamo e il corpo di Cristo che diventiamo, mangiando insieme dello stesso pane. “Il senso primario della Comunione non è l’incontro del singolo con il suo Dio, per questo ci sarebbero anche altre vie, ma proprio la fusione dei singoli tra loro per mezzo di Cristo. Per sua natura la Comunione è il sacramento della fraternità” (J.Ratzinger). S.Agostino ci conferma: “Siate ciò che vedete, ricevete quello che siete”. E infine, il pane eucaristico non solo nutre questa nostra vita, ma ci dona una vita nuova, diversa, qual è la vita eterna: “Chi mangia la mia carne e beve il mio sangue ha la vita eterna, e io lo risusciterò nell’ultimo giorno” (Gv 6,54). Non possiamo separare questi tre aspetti, ma al contrario dobbiamo tenerli insieme, scoprendo la stretta relazione che li armonizza e li unifica. Il pane del cammino ci fa procedere verso la comunione con Dio e fra di noi, rendendoci in Lui una sola cosa, un solo corpo, e in questa comunione si manifesta e si attua la vita eterna, che ci rende partecipi della vita stessa di Dio, che è amore, che è relazione, che è comunione.

Preghiera: O Signore aiutaci a stupirci di gioia ogni volta che riceviamo il dono del tuo Corpo e del tuo Sangue, per partecipare e diventare sempre di più eucaristia per ogni nostro fratello.

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