Pensiero della XXXIII Domenica del Tempo Ordinario 2025


Malachia 3,19-20°
Salmo 97
2Tessalonicesi
3,7-12 Luca 21,5-19

L’uomo è al sicuro nelle mani del Signore

Oggi ascoltiamo il commento di Padre Ermes Ronchi: “Il Vangelo adotta linguaggio, immagini e simboli da fine del mondo; evoca un turbinare di astri e di pianeti in fiamme, l’immensità del cosmo che si consuma. Eppure non è di questo che si appassiona il discorso di Gesù. Come in una ripresa cinematografica, la macchina da presa dell’evangelista Luca inizia con il campo largo e poi con una zoomata restringe progressivamente la visione: cerca un uomo, un piccolo uomo, al sicuro nelle mani di Dio. E continua ancora, fino a mettere a fuoco un solo dettaglio: “ma nemmeno un capello del vostro capo andrà perduto” (Lc 21,18). Allora non è la fine del mondo quella che Gesù fa intravvedere, ma il fine del mondo. C’è una radice di distruttività nelle cose, nella storia, in me, la conosco fin troppo bene, ma non vincerà; nel mondo intero è all’opera anche una radice di tenerezza, che è più forte. Il mondo e l’uomo non finiranno nel fuoco di una conflagrazione nucleare, ma nella bellezza e nella tenerezza. Un giorno non resterà pietra su pietra delle nostre magnifiche costruzioni, delle piramidi millenarie, della magnificenza di San Pietro, ma l’uomo resterà per sempre, frammento su frammento, nemmeno il più piccolo capello andrà perduto. E’ meglio che crolli tutto, comprese le chiese, anche le più artistiche, piuttosto che crolli un solo uomo: questo dice il Vangelo”. Così allora Gesù conclude nel Vangelo di questa domenica: “Con la vostra perseveranza salverete la vostra vita” (Lc 21,19): Rimaniamo saldi nella fede, scoprendo Cristo nella carità, dove Lui stesso è impersonato in colui che è povero. Il filosofo Plutarco osservava che “la perseveranza è più efficace della violenza: molte cose, che unite insieme sono indomabili, cedono quando uno le affronta poco per volta”. Tra tante cose penultime che passano, il Signore vuole ricordarci oggi quella ultima, che rimarrà per sempre. E’ l’amore, perché “Dio è amore” (1Gv 4,8). Oggi celebriamo la Giornata del povero. Il povero, che chiede il mio amore, mi porta dritto a Lui; per questo il senso della fede del Popolo di Dio li ha visti come “i portinai del Cielo”.

Preghiera: O Signore, facci scoprire, ogni giorno sempre di più, la ricchezza che non invecchia mai e che non finirà, quella che congiunge terra e Cielo e per la quale vale veramente la pena vivere: l’amore.

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