Pensiero della XXXIII Domenica del Tempo Ordinario

Daniele 12,1-3
Salmo 15
Ebrei 10,11-14.18
Marco 13,24-32

Il Vangelo non passa

Il brano evangelico della liturgia di questa Domenica si apre con una frase di Gesù che lascia sbigottiti: “Il sole si oscurerà, la luna non darà più la sua luce, le stelle cadranno dal cielo” (Mc 13,24-25). Ma come, anche il Signore si mette a fare catastrofismo? No, certamente non è questa la sua intenzione. Egli vuole farci capire che tutto in questo mondo, prima o poi, passa: anche il sole, la luna e le stelle. Eppure non è questa l’ultima verità delle parole di Gesù: se ogni giorno c’è un mondo che muore, ogni giorno c’è anche un mondo che nasce, un germoglio che spunta, foglioline di fico che annunciano l’estate: “Dalla pianta di fico imparate la parabola: quando ormai il suo ramo diventa tenero e spuntano le foglie, sapete che l’estate è vicina” (Mc 13,28). “Così anche voi sappiate che egli è vicino, è alle porte” (Mc13,29). Da una gemma imparate il futuro di Dio: che sta alla porta e bussa, Egli viene non come un dito puntato, ma come un abbraccio; non portando un’accusa, ma un germoglio di vita. Dice Papa Francesco nell’enciclica “Laudato si’”: “Ogni essere vivente, ogni cosa, perfino il granello di polvere è un messaggio di Dio”. Gesù non ama la paura, e quindi non vuole raccontare la fine, ma il fine della storia. “Il cielo e la terra passeranno, ma le mie parole non passeranno” (Mc 13,31). Il Vangelo non sta alle nostre spalle, ma ci sta davanti come nostro futuro e come promessa del cristianesimo che ci attende. Vegliare nell’attesa del Figlio dell’uomo che viene sulle nubi del cielo altro non significa se non credere che il Vangelo è ancora l’avvenire dell’umanità. Gesù Cristo non ci ha insegnato il senso della vita, ma con la sua morte ci ha dato la vita della vita. Il discepolo fedele, per Gesù, è colui che fonda la vita sulla roccia, che è la sua Parola che non passa (cfr. Mt 7,24-27). Ma qual è il centro, qual è il cuore pulsante della Parola di Dio? Che cosa dà solidità alla vita e non avrà mai fine? Ce lo dice San Paolo: “La carità non avrà mai fine” (1Cor 13,8). E’ l’amore. Chi fa il bene investe per l’eternità. Il bene non va mai perduto, il bene rimane per sempre. La Parola di Dio oggi ci avverte: passa la scena di questo mondo, e rimarrà soltanto l’amore. Domandiamoci: In che cosa stiamo investendo la vita? Su cose che passano, come il denaro, il successo, l’apparenza, il benessere? Il Vangelo di oggi ci invita a lasciarci trasformare ogni giorno dall’amore di Dio, che trasforma la storia: un amore totale, immenso, disarmato e disarmante.

Preghiera: O Maria aiutaci a compiere le scelte importanti della vita, come hai fatto tu, secondo l’amore, secondo Dio.

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