Pensiero della XXXII Domenica del Tempo Ordinari


1Re 17,10-16
Salmo 145
Ebrei 9,24-28
Marco 12,38-44

Dare ciò che si è, più che ciò che si ha

La scena descritta dal Vangelo della liturgia odierna si svolge all’interno del Tempio di Gerusalemme. Gesù guarda ciò che succede in questo luogo, il più sacro di tutti, e vede come gli scribi amino passeggiare per essere notati, salutati, riveriti, e per avere posti d’onore. E Gesù aggiunge: “divorano le case delle vedove e pregano a lungo per farsi vedere” (Mc 12,40). “Seduto di fronte al tesoro, osservava come la folla vi gettava monete. Tanti ricchi ne gettavano molte. Ma, venuta una vedova povera, vi gettò due monetine, che fanno un soldo” (Mc 12,41-42). A questo punto Gesù “chiama a sé” i suoi discepoli e confida loro: “In verità io vi dico: questa vedova, così povera, ha gettato nel tesoro più di tutti gli altri. Tutti infatti hanno gettato parte del loro superfluo. Lei invece, nella sua miseria, ha gettato tutto quello che aveva, tutto quanto aveva per vivere (letteralmente in greco: “tutta la sua vita”) (Mc 12,43-44). Gesù vede che gettano “parte” e la vedova “tutto”, tutti gettano il “superfluo”, la vedova invece “la sua intera vita”. La gratuità della povera donna è per Gesù l’eccedenza, la sovrabbondanza che va al di là della legge, del buon senso, superando anche il limite. Agli occhi di Gesù la donna incarna una logica diversa, quella del Vangelo. Tutto ciò che è fatto con tutto il cuore ci avvicina all’assoluto di Dio, che nel suo Figlio ha dato tutta la sua vita per la nostra salvezza. Il verbo della salvezza che Gesù propone in contrapposizione al “divorare” degli scribi, è “gettare” ripetuto sette volte nel brano, un dare generoso e senza ritorno. La distinzione tra superfluo e necessario diventa, dunque, la bussola per valutare la generosità. Ci sentiamo particolarmente buoni perché abbiamo regalato ai poveri i vestiti usati, i capi fuori moda, gli oggetti che non ci servono più…Si tratta, certo, di doni utili, ma la Carità è ben altra cosa! E allora Gesù mi chiede: Che cosa sei capace di donare? Il di più che non mette a repentaglio il tuo stile abituale di vita o anche quello che intacca le piccole abitudini a cui sei affezionato?…Le briciole della tua tavola oppure parte di quello che c’è nel tuo piatto ogni giorno?…Quello che mantiene intatti i tuoi bilanci, le tue spese o quello che ti costringe a cambiare almeno qualcosa?

Preghiera: O Maria, che hai fatto di tutta la tua vita un dono per Dio e per il suo popolo, aiutaci a donare il meglio di noi stessi ai fratelli.

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