Deuteronomio 6,2-6
Salmo 17
Lettera agli Ebrei 7,23-28
Marco 12, 28b-34
Amare è dare futuro al mondo
Nella liturgia di oggi il Vangelo racconta di uno scriba che si avvicina a Gesù e gli domanda: “Qual è il primo di tutti i comandamenti?”. Gesù rispose: “Il primo è: “Ascolta, Israele! Il Signore nostro Dio è l’unico Signore; amerai il Signore tuo Dio con tutto il cuore e con tutta la tua anima, con tutta la tua mente e con tutta la tua forza. Il secondo è questo: Amerai il tuo prossimo come te stesso”. Non c’è altro comandamento più grande di questi. (Mc 12,28b-31). La risposta di Gesù comincia con un verbo: amerai, al futuro, per indicare una storia infinita, perché l’amore è il futuro del mondo, perché senza amore non c’è futuro. Così aggiunge P. Ermes Ronchi: “Prima ancora però c’è un “comandamento zero”: Shemà, ascolta, ricordati, non dimenticare, tienilo legato al polso, mettilo come sigillo sul cuore, come gioiello davanti agli occhi…Fa tenerezza un Dio che chiede: “Ascoltami, per favore”. Amare Dio è ascoltarlo”. In realtà Gesù non vuole presentare una normativa o degli schemi o un codice, adempiuti i quali l’uomo possa stare tranquillo, sicuro della salvezza. Lui piuttosto ci vuole offrire una prospettiva di fondo con cui vivere, vuole portarci alla radice e all’essenza di ogni esperienza religiosa ed etica, ci offre un’impostazione radicale sotto la quale vivere ogni gesto, ogni impegno ed ogni risposta. Amare è dono del cuore, non egoismo, se io penso sempre al mio interesse, non amo. E l’esempio più bello ci è offerto dalla innumerevole folla dei santi che la Chiesa festeggia in questa settimana. Questi nostri amici hanno trovato la loro beatitudine non guardando il riflesso di sé stessi, ma contemplando il volto del Figlio di Dio, povero, perseguitato crocifisso, mite, misericordioso, per realizzare in loro la medesima immagine dell’uomo nuovo. Siamo tutti chiamati ad essere santi, vivendo con amore e offrendo ciascuno la propria testimonianza nelle occupazioni di ogni giorno, lì dove ci troviamo. Ci suggerisce a proposito Papa Francesco: “Sei una consacrata o un consacrato? Sii santo vivendo con gioia la tua donazione. Sei sposato? Sii santo amando e prendendoti cura di tuo marito o di tua moglie, come Cristo ha fatto con la Chiesa. Sei un lavoratore? Sii santo compiendo con onestà e competenza il tuo lavoro a servizio dei fratelli. Sei genitore, nonna o nonno? Sii santo insegnando con pazienza ai bambini a seguire Gesù. Hai autorità? Sii santo lottando a favore del bene comune e rinunciando ai tuoi interessi personali” (Enc. Gaudete et exsultate,14).
Preghiera: O Signore, sull’esempio e per intercessione di Maria e di tutti i Santi, insegnaci ad accogliere nel cuore e con il cuore le parole vive del Vangelo.
