Pensiero della XXV Domenica del Tempo Ordinario 2026


Isaia 55,6-9
salmo 144
Filippesi 1,20c-24.27°
Matteo 20,1-16

Quel “dono” che mette l’uomo prima del mercato

A partire da questa domenica l’immagine della vigna ci accompagnerà per tre settimane, rivelando la logica del Regno. La parabola degli operai, più che di giustizia sociale, parla della gratuità dell’amore di Dio, che chiama ciascuno in tempi diversi e offre a tutti la comunione con sé. L’Eucaristia educa il cuore a passare dall’invidia alla gratitudine, dalla pretesa al dono, dalla competizione alla comunione. Il proprietario terriero esce di casa all’alba in cerca di braccianti, e per ben quattro volte durante la giornata chiama gli operai a lavorare nella sua vigna, fino alle cinque del pomeriggio. “Quando fu sera, il padrone della vigna disse al suo fattore: “Chiama i lavoratori e dai loro la paga, incominciando dagli ultimi fino ai primi” (Mt 20,8). Ecco il cuore della parabola: la paga. Primo gesto spiazzante: cominciare da quelli che hanno lavorato di meno. Secondo gesto illogico: pagare un’ora di lavoro quanto dodici ore. Quelli che hanno “sopportato il peso della giornata e il caldo” si aspettano, giustamente, un supplemento alla paga. Ed eccoci spiazzati ancora: “Amico, io non ti faccio torto. Non hai forse concordato con me per un denaro?….Ma io voglio dare anche a quest’ultimo quanto a te: non posso fare delle mie cose quello che voglio? Oppure tu sei invidioso perché io sono buono?” (Mt 20, 13-15). Così commenta P.Ermes Ronchi: “Il padrone non toglie nulla ai primi, aggiunge agli altri. Non è ingiusto, ma generoso. E crea una vertigine dentro il nostro modo mercantile di concepire la vita: mette l’uomo prima del mercato, la dignità della persona prima delle ore lavorate. E ci lancia tutti in un’avventura sconosciuta: quella di una economia solidale, economia del dono, della solidarietà, della cura dell’anello debole, perché la catena non si spezzi. L’avventura della bontà: il padrone avvolge di carità la giustizia, e la profuma”. La bontà di Dio ci svela come la nostra bontà sia asfittica: “se sei bravo allora ti voglio bene!”. Gesù ci insegna che è il suo amore che ci fa buoni, quando ti senti amato diventi generoso: E’ una regola certa! Questa parabola è l’annuncio dell’Amore sconfinato, esagerato e in eccesso di Dio. In Dio tutto è dono, e noi abbiamo bisogno del suo dono e del suo per-dono (un iper-dono), un dono all’ennesima potenza.

Preghiera: Aiutami, Signore, a stupirmi sempre più della tua bontà senza misura, perché impari ad essere umile e a scoprirti nell’amore verso gli altri, soprattutto gli ultimi.

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