1Re 19,4-8
Salmo 33
Efesini 4,30-5,2
Giovanni 6,41-51
Non discutere di Dio, tuffati nel suo mistero
Il Vangelo riprende ancora una volta il grande discorso-catechesi di Gesù dopo la moltiplicazione dei pani. Il brano, però, comincia con una nota negativa: “In quel tempo, i Giudei si misero a mormorare contro Gesù perché aveva detto: “Io sono il pane disceso dal cielo” (Gv 6,41). Il riferimento alla mormorazione non può che evocare di nuovo il racconto della manna, quando gli Ebrei usciti dall’Egitto mormoravano contro Dio, che li aveva liberati, perché non avevano cibo, e Dio mandò loro dal cielo la manna. Un accento significativo, in questa domenica, è dato dall’attrazione che Dio esercita nei confronti dell’umanità. E’ Dio colui di cui abbiamo fame, egli ci nutre attirandoci con forza e dolcezza: “Gesù rispose loro: “Non mormorate tra voi. Nessuno può venire a me, se non lo attira il Padre che mi ha mandato, e io lo risusciterò nell’ultimo giorno” (Gv 6, 43-44). E’ il Padre che attira a sé. E’ un’attrazione indirizzata a tutti, anche se, a rispondere, possono essere molti, o addirittura pochi. Credere in lui, sperare in lui, amare lui, sono la risposta che siamo chiamati ad esprimere, con la preghiera e con la vita, a quella Parola e a quel Pane che Dio ci offre per nutrirci e portarci alla piena maturità della fede, della speranza e dell’amore. Nel Pane della vita, l’Eucarestia, c’è tutto l’uomo e tutto Dio, Padre, Figlio e Spirito Santo. C’è il Figlio, che si è fatto carne in me con la sua vita, morte e Risurrezione. Tutta la Chiesa trova la forza nell’Eucaristia. Padre Ermes Ronchi così commenta e riflette: “Non sprecare parole a discutere di Dio, puoi fare di meglio: tuffati nel suo mistero. Pane che discende dal cielo. Nota: discende, per mille strade, in cento modi, come il pane nel corpo, discende verso di me, adesso, in questo momento, e continuamente. Io posso scegliere di non prenderlo come cibo, lo posso anche relegare nel repertorio delle fantasie, ma lui discende instancabilmente, mi avvolge di forze buone. Io sono immerso in lui e lui è immerso in me, e nutre la mia parte più bella”. Facciamo nostre le parole del Salmo: “Gustate e vedete com’è buono il Signore!”: sono un vero e proprio vaccino contro ogni angoscia personale e pastorale, ci fanno volgere gli occhi e il cuore a Colui che non manca mai di inviare il suo angelo a confortare, a difendere, a sostenere, a guidare, anche la persona o la chiesa più smarrita o più provata. Quando ci troviamo a prendere cibo insieme in famiglia, è bello, prima di spezzare il pane, invitare Gesù, Pane di vita, e chiedergli con semplicità di benedire quello che abbiamo fatto e anche quello che non siamo riusciti a fare. Saremo sfamati da un Amore più grande!
Preghiera: O Vergine Maria, nel cui grembo il Verbo si è fatto carne, aiutaci a crescere, giorno dopo giorno, nell’amicizia di Gesù, Pane di vita.
