Esodo 19,2-6°
Salmo 99
Romani 5,6-11
Matteo 9,36-10,8
Sollevati sulle ali della compassione
Al centro della liturgia dell’Undicesima Domenica del Tempo Ordinario c’è il Signore che chiama, libera, riconcilia e invia. Si metta a fuoco l’identità del popolo di Dio. Il popolo d’Israele è libero non perché ha vinto una guerra contro l’Egitto, ma perché è stato “sollevato su ali di aquila” (cfr Es 19,4) e condotto fuori dalla prigionia (prima lettura). Sono folle sfiancate quelle che Gesù vede e ne ha compassione, “perché erano stanche e sfinite come pecore che non hanno pastore (Mt 9,36b). Se nell’Antico Testamento Dio solleva il popolo per portarlo fuori dal dominio del faraone, nel Vangelo Gesù si china sulle folle e le solleva sulle ali della compassione. Una compassione che non si limita a consolare, ma solleva, rialza e quindi va oltre il semplice sentimento di dispiacere. La scelta di Gesù di istituire e inviare i Dodici in risposta alla stanchezza delle folle ha in sé un legame profondo tra la liberazione di Israele dalla condizione di schiavitù e la nuova alleanza del Vangelo. Gesù, infatti, affida ai discepoli un potere che è l’esatto opposto del dominio del faraone: dà loro il potere di guarire, risuscitare e liberare. E la gratuità del mandato attesta che essa è l’unica forza capace di spezzare le catene che riducono l’essere umano a strumento di profitto, che è alla base di ogni forma di schiavitù. “Gratuitamente avete ricevuto, gratuitamente date” (Mt 10,8): Questa parola di Gesù sostiene l’impegno dei discepoli, affinché ricordino che ciò che Dio fa per loro deve fondare ciò che debbono fare per gli altri. La risposta alla gratuità che accogliamo da Dio non consiste soltanto nel tornare a donare quello che abbiamo ricevuto, ma anche nel farlo diventare il fondamento del nostro impegno responsabile, attraverso il quale la nostra libertà cresce, matura e si compie. San Paolo, scrivendo ai Romani, (seconda lettura) annuncia anzitutto la gratuità vissuta da Gesù, che ha donato la sua vita non per i giusti, ma per i peccatori, riconciliandoli con Dio. Anche questo dono attende la nostra risposta, che consiste nella disponibilità concreta a riconciliarci gli uni con gli altri. Dio ci ha già riconciliati gratuitamente nel Figlio suo, ora siamo noi a dover camminare, con altrettanta gratuità, gli uni verso gli altri sulle vie del perdono, della riconciliazione, della pace.
Preghiera: O Signore, Tu che hai avuto compassione delle folle sfinite, insegnaci a non chiuderci di fronte agli altri, ma a donarci gratuitamente come Tu ti sei donato.
