Pensiero della XI Domenica del Tempo Ordinario


Ezechiele 17,22-24
Salmo 91
2Corinti 5,6-10
Marco 4,26-34

La vita è nel seme

IlRegnodiDioèinmezzoanoi,tradinoi,anzièinnoicomelavitaènelseme.E’una realtà viva e per questo Gesù non ricorre a concetti per descriverlo, ma lo narra raccontando delle parabole semplici e immediate che descrivono immagini di vita. “Così è il Regno di Dio: come un uomo che getta il seme sul terreno; dorma o vegli, di notte o di giorno, il seme germoglia e cresce. Come, egli stesso non lo sa” (Mc 4,26- 27). Il Regno di Dio non è il frutto dell’azione umana, non lo costruisce né l’uomo né la Chiesa. E già questo è un grande insegnamento per la Chiesa che deve prendere atto che, a volte la sua frenesia pastorale, l’ansia, l’impazienza, la fretta non incidono per nulla sulla crescita del Regno di Dio nel mondo. Infatti prosegue Gesù: “il terreno produce spontaneamente prima lo stelo, poi la spiga, poi il chicco pieno nella spiga” (Mc 4,28). Spontaneamente, “automaté”, che non significa in modo automatico, ma naturalmente, da sé, per forza propria e senza un intervento esterno grazie alle misteriose energie che contiene. Nella seconda parabola, il Regno di Dio è paragonato a un granellino di senape che è “il più piccolo di tutti i semi”, ma quando cresce diventa “il più grande di tutte le piante”. Gesù ci dice che Dio è sempre all’opera, ed è come la forza vitale contenuta nel più piccolo dei semi. Ma allora che cosa significa tutto questo? E’ forse un invito alla pigrizia, all’assenza di progetti o di obiettivi?. No. Ma Gesù ci vuole vaccinare dall’affanno, dall’ansia, dal bisogno di avere in tempi rapidi risultati consistenti, sbalorditivi. Ci vuole pazienza, che non è inerzia o perdita di tempo, ma è la capacità di attendere, di aspettare, di non perdere la speranza, di perseverare con fiducia. Gesù che soffre e muore in croce genera speranza e salvezza: il suo soffrire non indica un atteggiamento passivo di rassegnazione, ma è il segno di un amore che non ha limiti. La pazienza del discepolo di Cristo si fonda nella “pazienza di Cristo” (2Ts 3,5). Ci dice Papa Francesco: “La pazienza è anche la sapienza di saper dialogare con il limite: ci sono tanti limiti nella vita, ma l’impaziente non li vuole, li ignora, perché non sa dialogare con i limiti. […] La pazienza è una beatitudine, è la virtù di quelli che camminano, non dei fermi e chiusi: è sopportare, portare sulle spalle le cose non piacevoli della vita, anche le prove, è capacità di dialogare con i limiti”.

Preghiera : O Maria Santissima, umile serva del Signore, aiutaci e insegnaci a vedere la grandezza di Dio che opera nelle piccole cose e a vincere la tentazione dello scoraggiamento. Donaci la pazienza e la fiducia quotidiana verso il tuo Figlio Gesù.

print