Pensiero della Terza Domenica di Quaresima

Esodo 20,1-17
Salmo 18
1 Corinzi 1,22-25
Giovanni 2,13-25

I mercanti del tempio e quelli del nostro cuore

Le letture di questa domenica di Quaresima ci insegnano che la fede autentica porta a una vera libertà. Per fede gli ebrei erano usciti dalla loro schiavitù, perché si erano fidati di Mosè e di Dio. Il dono più grande, a compimento di questo percorso, è stato il Decalogo (i Dieci Comandamenti), grazie al quale il popolo poteva mantenere la libertà conquistata e prepararsi a entrare nella terra promessa (prima lettura). Nella seconda lettura San Paolo ci insegna che saper fare del sacrificio non solo una pratica, ma un libero atto d’amore, è sapienza profonda. Il Vangelo presenta l’episodio in cui Gesù scaccia i venditori dal tempio di Gerusalemme. Egli fece questo gesto aiutandosi con una sferza di cordicelle, rovesciò i banchi e disse: “Non fate della casa del Padre mio un mercato!” (Gv 2,16). Nel cammino di conversione quaresimale, questo gesto di Gesù risuona in noi come un vigoroso invito a non trasformare la casa del Padre in un mercato. Quella casa di Dio, da quando Cristo è risorto, è il corpo di ogni suo discepolo: “Voi siete il tempio di Dio” (1Cor 3,17). Dio abita nel cuore di ogni uomo. Ecco perché Dio ascolta ogni nostra preghiera, ecco perché ogni atto di fede e di amore non sfugge a Dio, perché noi siamo abitati da Lui. E allora applichiamo a noi stessi il gesto di Gesù. Immaginiamo Gesù che entra nel nostro tempio, cioè nel nostro cuore; forse deve scacciare i vari mercanti in un vero supermercato. Tutti abbiamo piazzato ben saldo nell’anima un tavolino di cambiamonete con Dio: io ti do preghiere, sacrifici e offerte, tu in cambio mi assicuri salute e benessere per me e per i miei. Una fede da bottega, come se l’amore di Dio fosse mercenario. Ma l’amore, se è vero, non si compra, non si mendica, non si finge. Dio ha viscere di madre: una madre non la puoi comprare, non la devi pagare, da lei sei ripartorito ogni giorno di nuovo: Dio ti ama sempre liberamente e in modo infinito e gratuito. Casa di Dio è tutto ciò che Lui può abitare, amandolo. Gesù vuole “incendiare le nostre abitudini” (Mariangela Gualtieri), appiccare un fuoco a tutto quello che sporca e disonora la sua casa, che siamo noi. E noi non siamo altro che le scintille di quel fuoco, anche noi capaci di rompere il ghiaccio dell’indifferenza, di spezzare il gelo delle violenze. “Tieni dentro di te un piccolo fuoco che brucia; per quanto piccolo, per quanto nascosto” (Cormac McCarthy): tienilo dentro di te, non farlo spegnere, non permettere al freddo di insinuarsi, alle consuetudini di installarsi, alle comodità di accecarti, scalda la vita con la tua passione, quella che ha infiammato Gesù: “Lo zelo per la tua casa mi divorerà” (Gv 2,17).

Preghiera: O Maria, aiutaci a scoprire sempre in noi l’abitazione del tuo Figlio, che ci sprona con il suo amore a liberarci dagli idoli e a donarci con generosità e spirito fraterno.

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