Pensiero della Seconda Domenica di Quaresima


Genesi 22,1-2.9.10-13.15-18
Salmo 115
Romani 8,31-34
Marco 9,2-10

Piccole lampade di Vangelo

La seconda domenica di Quaresima ci invita a contemplare la trasfigurazione di Gesù sul monte davanti a tre dei suoi discepoli. Poco prima Gesù aveva annunciato che, a Gerusalemme, avrebbe sofferto molto, sarebbe stato rifiutato e messo a morte. Nei discepoli l’immagine di un Messia forte e trionfante viene messa in crisi, i loro sogni vengono infranti, e l’angoscia si impossessa di loro. Ma proprio in quel momento, con quell’angoscia nell’anima, Gesù chiama Pietro, Giacomo e Giovanni e li porta con sé sulla montagna. Qui Egli si trasfigura davanti a loro. Il suo volto raggiante e le sue vesti splendenti, che anticipano l’immagine del Risorto, offrono a quegli uomini impauriti la luce, la luce della speranza, la luce per attraversare le tenebre: la morte non sarà la fine di tutto, perché si aprirà alla gloria della risurrezione. “E’ bello per noi essere qui” (Mc 9,5) , esclama Pietro. “La forza del cuore di Pietro è la scoperta della bellezza di Gesù. La fede viva discende da uno stupore, da un innamoramento, da un “che bello” che trema negli occhi e nella voce” (P.Ermes Ronchi). Papa Francesco specifica: “Stiamo attenti, però: quel sentire di Pietro che “è bello per noi stare qui” non deve diventare una pigrizia spirituale: stiamo bene noi con le nostre preghiere e liturgie, e ci basta questo. No! Salire sul monte non è dimenticare la realtà; pregare non è mai evadere dalle fatiche della vita; la luce della fede non serve per una bella emozione spirituale. Siamo chiamati a fare esperienza dell’incontro con Cristo perché, illuminati dalla sua luce, possiamo portarla e farla risplendere ovunque. Accendere piccole luci nei cuori delle persone; essere piccole lampade di Vangelo che portano un po’ d’amore e di speranza: questa è la missione del cristiano”.

Preghiera: O Maria aiutaci ad accogliere con stupore la luce di Cristo, tuo Figlio, a custodirla e a condividerla.

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