Pensiero della Quarta Domenica di Pasqua

Atti 4,8-12
Salmo 117
1Giovanni 3,1-2
Giovanni 10,11-18

“Io dò la mia vita”
Oggi contempliamo l’immagine del Buon Pastore, come si definisce Gesù. Scopriamo che il Buon Pastore ci porta alla vita piena perché ci insegna la piena libertà, che è quella di amare fino in fondo, fino a dare la propria vita. Questa è l’azione che permette di configurare il pastore come “bello”, come dice letteralmente il testo evangelico originale. La sua bellezza è nell’essere la persona più libera del mondo, perché, proprio per la sua totale capacità di amare, sa dare tutto. Nel Vangelo di oggi Gesù per ben cinque volte dice “dò la mia vita”. Ecco il Dio-Pastore che non chiede, offre; non domanda, dona; non pretende, regala.
Commenta splendidamente Padre Ermes Ronchi: “Dare la vita è il mestiere di Dio, il suo lavoro, la sua attività inesausta, inteso al modo delle madri, al modo della vite che dà linfa ai tralci (Giovanni), della sorgente che zampilla acqua viva (Samaritana), del tronco d’olivo che trasmette potenza buona al ramo innestato (Paolo). Da lui la vita fluisce inesauribile, potente, illimitata. Il mercenario vede venire il lupo e fugge perché non gli importa delle pecore. Al pastore, invece, importano; io gli importo. Verbo bellissimo: essere importanti per qualcuno! E mi commuove immaginare la sua voce che mi assicura: io mi prenderò cura della tua felicità”.
Non è casuale che la Giornata Mondiale di Preghiera per le Vocazioni cada sempre la quarta domenica di Pasqua, in cui si legge un passo del Vangelo del Buon Pastore. Infatti in questo brano c’è l’essenziale di ogni vocazione: un rapporto profondo, intimo con Gesù, in cui lo si conosce, ci si sente conosciuti, amati e si è disposti ad amare con tutto se stessi. Se ne avverte l’amore, la misericordia, la tenerezza. Si apre il cuore e la mente alla sua Parola, se ne distingue la voce, si prova il desiderio intenso di incontrarlo, di vivere secondo il suo insegnamento. Si è attratti da Lui, si avverte la sua chiamata. Ci si sente parte di un disegno che ci sorpassa, in cui possiamo essere strumenti di un amore smisurato. Ecco la vocazione sacerdotale e religiosa: un dono immenso che provoca una gioia sconfinata.

Preghiera: O Maria, che hai detto quel “si” pieno di amore, aiutaci sempre ad ascoltare l’invito del tuo Figlio che ci chiama a donare la vita per la salvezza del mondo.

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