Pensiero della IV Domenica di Quaresima 2025

Giosuè 5,9a.10-12
Salmo 33
2Corinzi 5,17-21
Luca 15,1-3.11-32

La gioia nell’amore smisurato del Padre

“Suo padre lo vide…gli corse incontro” (Lc 15,20). La quarta domenica di Quaresima è detta anche “laetare” a motivo dell’antifona d’ingrasso che invita a rallegrarsi: “Esultate e gioite, voi che eravate nella tristezza: saziatevi dell’abbondanza della vostra consolazione”. Nella tappa di questa domenica, siamo invitati a sostare nella casa di un padre, per fare rifornimento di misericordia, di relazioni risanate, della capacità di far festa. In questa casa ci sono figli che hanno una visione distorta del padre, della vita e della libertà. C’è chi, con una buona dose di ingratitudine, esce allontanandosi e poi torna spinto dalla necessità, e chi vanta diritti per il dovere fatto bene e, chiudendosi ad ogni forma di misericordia, non vuole entrare. C’è un padre che non obbliga nessuno, ma per ognuno ha un amore e un’attenzione speciale. Un padre che non punisce ma attende, corre incontro, abbraccia e restituisce la dignità “dissipata” come e più del patrimonio. Un padre che esce a supplicare affinché si possa risanare la fraternità. Diciamolo francamente: questo padre della parabola ci sorprende ogni volta per il suo comportamento imprevedibile. Eppure Gesù sembra fare apposta ad accentuare questa “stranezza” che contraddistingue il Padre suo e che è all’origine delle sue scelte, quelle scelte che farisei e scribi continuano a criticare. Ebbene la risposta è una sola: Gesù adotta lo stesso stile del Padre suo e mostra questo amore smisurato che sconvolge ogni previsione umana. Le persone, infatti, fanno fatica ad abbandonare le loro logiche: il ritratto che fanno di Dio è quello di un giudice giusto, uno che offre il suo perdono solo dopo che il peccatore ha fatto penitenza, uno che fa pagare il male commesso e non si dimentica facilmente della cattiveria delle sue creature e dei loro sbagli. Ma Dio non è così. Dio dona una misericordia così grande da parere eccessiva. Dio si rallegra quando torniamo alla sua casa e non ci rinfaccia i nostri errori. Perché? Perché ha un cuore buono, smisuratamente buono, del tutto diverso dal nostro. Ecco l’annuncio, consolante per tutti, che ci raggiunge attraverso la parabola odierna. Cosa c’è di più bello e di più tenero di quell’abbraccio che ci fa sentire il calore e la tenerezza di Dio?

Preghiera: O Vergine Maria aiutaci a lasciarci raggiungere dallo sguardo pieno d’amore del Padre per ritornare a Lui con tutto il cuore, e accompagnaci fino all’abbraccio rigenerante con la Divina Misericordia.

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