Atti 13,14.43-52
Salmo 99
Apocalisse 7,9.14b-17
Giovanni 10,27-30
Ascoltano la mia voce
“Le mie pecore ascoltano la mia voce” (Gv10,27a): Quello che Gesù esprime con queste parole non è un desiderio, né una speranza, ma la certezza che ciò che avviene è realtà. Il pastore è Parola, le pecore sono ascolto; la relazione pastore e pecore è quel legame che si stabilisce tra chi nutre con la Parola e chi si sazia dell’ascolto, tra chi ha fame di senso e chi ha parole che danno vita. L’ascolto produce frutti, il primo è la conoscenza: “Io le conosco” (Gv 10,27b). Ma non sono le pecore che conoscono il pastore, ma è il pastore che dichiara di conoscerle. Ascoltando la sua voce le pecore si lasciano conoscere dal loro pastore. Ascoltare la Parola, quindi, è per noi discepoli lasciarci conoscere e amare da Lui, il buon Pastore. “Esse mi seguono” (Gv 10,27b): Il secondo frutto dell’ascolto è la sequela. Solo ascoltando la sua voce possono seguire Lui e non altri. Noi siamo discepoli della Parola che ascoltiamo, una parola che penetra in noi e ci attira a sé, vincendo il demone della dispersione mentale o la tendenza a chiuderci in noi stessi. Per questo la parola del pastore non è solo nutrimento, ma è anche orientamento e guida. Quando accade questo incontro, la persona viene radicalmente trasformata nel profondo. Ostacoli, prove, difficoltà, addirittura persecuzioni, non mancheranno, ma il discepolo ha la certezza proclamata da Gesù: “Io do loro la vita eterna e non andranno perdute in eterno e nessuno le strapperà dalla mia mano (Gv 10,28). Si prova cosa vuol dire essere “conosciuti” nel profondo, cioè amati e accolti, nonostante le proprie fragilità e le proprie debolezze. Infatti per seguire il buon Pastore non occorre una particolare competenza o alcune risorse che si possiedono, ma la disponibilità a lasciarsi amare e a rispondere all’amore con l’amore. E allora ci chiediamo: poteva esserci un vangelo più bello di questo per parlare di “vocazione”, proprio in questa domenica proposta come Giornata delle Vocazioni?
Preghiera: O Maria, Madre di Cristo Buon Pastore, aiutaci a lasciarci conoscere e amare dal tuo Figlio. Fa’ che coloro che sono chiamati al sacerdozio e alla vita consacrata possano accogliere con gioia l’invito di Gesù ad essere suoi diretti collaboratori nell’annuncio del Vangelo.
