Pensiero della IV Domenica del Tempo Ordinario

Deuteronomio 18,15-20
Salmo 94
1 Corinzi 7,32-35
Marco 1,21-28

Gesù insegna con autorità: la sua persona è il messaggio

Nella prima lettura si presenta la figura del profeta: è colui che ascolta la Parola di Dio e l’annuncia. Nella seconda lettura San Paolo invita ogni cristiano, celibe o coniugato, ad avere un rapporto stabile e costante con il Signore, combattendo le distrazioni che lo allontanano da Lui. Nel Vangelo Gesù entra di sabato nella sinagoga a Cafarnao e lì “insegnava. Ed erano stupiti del suo insegnamento: egli infatti insegnava come uno che ha autorità, e non come gli scribi”(Mc 1,21-22). Ma tale stupore non viene da ciò che Gesù insegna, ma da come insegna. Questa autorità Gesù non la riceve dagli uomini, è un’autorità che gli viene da ciò che lui è: la Parola di Dio fatta carne. Quanti erano presenti nella sinagoga di Cafarnao erano stupiti perché il suo insegnamento non era una dottrina astratta, accademica, lontana dalla vita delle persone. Gesù sapeva rendere il messaggio una parola viva capace di dare vita; una parola efficace che genera, crea e trasforma chi l’ascolta, una parola penetrante che raggiunge l’intimo delle persone, che scalda il cuore. In Gesù messaggio e messaggero coincidono. La sua persona è il messaggio. L’autorità di Gesù è ribellione e liberazione da tutto ciò che fa male: “Ed ecco, nella loro sinagoga vi era un uomo posseduto da uno spirito impuro” (Mc 1,23). Il primo sguardo di Gesù si posa sempre sulla sofferenza dell’uomo, vede che è un “posseduto”, prigioniero e ostaggio di uno più forte di lui. E Gesù interviene. Gesù è venuto a rovinare tutto ciò che rovina l’uomo: a rovinare i desideri sbagliati da cui siamo “posseduti”: denaro, successo, potere, competizione invece di fratellanza. Ai desideri padroni dell’anima, Gesù dice due sole parole: “Taci, esci da lui!” (Mc 1,25). “Cristo, mia dolce rovina!” (D.M.Turoldo), felice rovina di tutto ciò che amore non è. Tra le parole dei Padri del deserto ce n’è una pronunciata da un vecchio eremita morente a un suo discepolo: “Non insegnare mai nulla che tu non abbia perfettamente praticato!”.

Preghiera: O Vergine Maria, tu che hai custodito sempre nel tuo cuore le parole e i gesti di Gesù e lo hai seguito con totale disponibilità e fedeltà, aiutaci ad ascoltarlo e a seguirlo per sperimentare nella nostra vita la bellezza, la profondità e l’efficacia della sua Parola.

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