Michea 5,1-4
Salmo 79
Ebrei 10,5-10
Luca 1,39-45
La fede si alimenta nella carità
La liturgia di questa quarta domenica di Avvento pone in primo piano la figura di Maria, la Vergine Madre, in attesa di dare alla luce Gesù, il Salvatore del mondo. L’angelo Gabriele le aveva svelato che Elisabetta, sua parente, aspettava un figlio ed era già al sesto mese (cfr Lc1,26.36). Allora Maria, che aveva appena concepito Gesù per opera di Dio, parte in fretta da Nazareth, in Galilea, per raggiungere i monti della Giudea, e trovare e assistere sua cugina. Avrebbe potuto rimanere a casa per preparare la nascita di suo figlio, invece si preoccupa prima degli altri che di sé stessa, dimostrando nei fatti di essere già discepola di quel Signore che porta in grembo. La visita di Maria ad Elisabetta ci prepara a vivere bene il Natale, comunicandoci il dinamismo della fede e della carità. Questo dinamismo è opera dello Spirito Santo: lo Spirito d’Amore che fecondò il grembo verginale di Maria e che la spinse ad accorrere al servizio dell’anziana parente. L’incontro tra Maria ed Elisabetta ci fa scoprire, inoltre, la gioia di due donne: Elisabetta, l’anziana, la sterile, può avvertire il suo bambino, Giovanni, che si muove nel suo grembo ed esulta di gioia; Maria, la vergine, promessa sposa di Giuseppe, sente già di portare in sé una nuova creatura che cambierà una volta per tutte il corso della storia. Come sarebbe bello se anche i nostri incontri in questi giorni vicini al Natale sperimentassero e portassero con sé il profumo della fiducia, della gioia, della speranza!
Preghiera: O Vergine Maria, ottienici la grazia di vivere, fin da questo Natale, la gioia di mettere al centro non il nostro “io”, ma il “Tu” di Gesù e dei nostri fratelli, e così lasceremo spazio all’Amore che, anche oggi, vuole farsi carne e venire ad abitare in mezzo a noi.
