Pensiero della III Domenica di Quaresima 2025

Esodo 3, 1-8a.13-15
Salmo 102
1Corinzi 10,1-6.10-12
Luca 13,1-9

Il Signore paziente attende la conversione

Ieri, come oggi, le disgrazie non mancano. Talvolta si tratta di eventi naturali che si abbattono improvvisi su popolazioni inermi: dai terremoti allo tsunami, dalle alluvioni alle valanghe, alle trombe d’aria. Spesso, tuttavia, si tratta di situazioni riconducibili alla volontà dell’uomo, alla sua voglia insana di sfruttare, colpire, umiliare, distruggere. Ciò che sta avvenendo in Ucraina, in Medio Oriente, e in tante parti del mondo, purtroppo, è nella memoria di tutti. Facendo esplicito riferimento a due fatti di attualità, che hanno colpito la gente del suo tempo, Gesù ci insegna ad interpretare gli eventi e a cogliere il messaggio che ci raggiunge. Egli comincia sgombrando il campo da interpretazioni sbagliate: “In quel tempo si presentarono alcuni a riferire a Gesù il fatto di quei Galilei, il cui sangue Pilato aveva fatto scorrere insieme a quello dei loro sacrifici. Prendendo la parola, Gesù disse loro: “Credete che quei Galilei fossero più peccatori di tutti i Galilei, per aver subito tale sorte? No, io vi dico, ma se non vi convertite, perirete tutti allo stesso modo. O quelle diciotto persone, sulle quali crollò la torre di Siloe e le uccise, credete che fossero più colpevoli di tutti gli abitanti di Gerusalemme? No, io vi dico, ma se non vi convertite, perirete tutti allo stesso modo” (Lc 13,1-5). Non è una minaccia quella che pronuncia Gesù, ma un lamento, una supplica: convertitevi, invertite la direzione di marcia nella politica amorale, nell’economia che uccide, nell’ecologia irrisa, nella finanza padrona, nel porre fiducia nelle armi, nell’alzare muri. Cambiate mentalità, onesti tutti anche nelle piccole cose, e liberi e limpidi e generosi. C’è qualcosa che conta più di tutto il resto ed è l’adesione sincera a Cristo, la cura prestata al proprio rapporto con Dio, l’impegno nello sradicare il male che ha attecchito in noi ed a vivere una vita bella e generosa secondo il Vangelo. Comprendiamo così anche la breve parabola del fico sterile, in cui l’immagine di Dio è quella del vignaiolo che incoraggia il padrone della vigna alla pazienza. I gesti del contadino e il suo appello alla pazienza descrivono bene l’azione di Dio nei nostri confronti. La parabola mette in luce l’amore paziente di Dio per noi, ma sottolinea anche l’urgenza e la necessità della nostra conversione.

Preghiera: O Vergine Maria, aiutaci a vivere questi giorni di preparazione alla Pasqua come un tempo di rinnovamento spirituale e di fiduciosa apertura alla grazia di Dio e alla sua misericordia.

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