Neemia 8,2-4a.5-6.8-10
Salmo 18
1 Corinti 12,12-30
Luca 1.1-4; 4,14-21
“Oggi si è compiuta questa Scrittura che voi avete ascoltato” (Lc 4,21)
Il Vangelo di questa Domenica, festa della Parola, si divide in due parti. L’evangelista Luca, che ci accompagnerà in questo anno del Tempo liturgico Ordinario, inizia il suo racconto precisandone il valore storico: “Poiché molti hanno cercato di raccontare con ordine gli avvenimenti che si sono compiuti in mezzo a noi, come ce li hanno trasmessi coloro che ne furono testimoni oculari fin da principio e divennero ministri della Parola, così anch’io ho deciso di fare ricerche accurate su ogni circostanza, fin dagli inizi, e di scriverne un resoconto ordinato per te, illustre Teofilo, in modo che tu possa renderti conto della solidità degli insegnamenti che hai ricevuto” (Lc 1,1-4). Gesù non è per Luca un’idea, un mito o un simbolo, ma un personaggio “dentro” il tempo, inserito, anzi “incarnato” nella nostra storia, irruzione di Dio e della sua Parola nella vita di ogni uomo. La seconda sezione del Vangelo odierno è, invece, la pagina programmatica del messaggio di Gesù secondo Luca. Il discorso che Gesù tiene nella sinagoga del suo villaggio, Nazaret, centra il significato della missione, che sta per iniziare. “Gli fu dato il rotolo del profeta Isaia: aprì il rotolo e trovò il passo dove era scritto: “Lo Spirito del Signore è sopra di me; per questa mi ha consacrato con l’unzione e mi ha mandato a portare ai poveri il lieto annuncio, a proclamare ai prigionieri la liberazione e ai ciechi la vista; a rimettere in libertà gli oppressi e proclamare l’anno di grazia del Signore” (Lc 4,17-19). Poi, dopo un momento di silenzio pieno di attesa da parte di tutti, dice, tra lo stupore generale: “Oggi si è compiuta questa Scrittura che voi avete ascoltato” (Lc4,21). Evangelizzare i poveri: questa è la missione di Gesù; questa è anche la missione della Chiesa. Essere cristiano ed essere missionario è la stessa cosa. Annunciare il Vangelo, con la parola e, prima ancora, con la vita, è lo scopo principale della comunità cristiana e di ogni battezzato. Gesù indirizza la Buona Novella a tutti, senza escludere nessuno, anzi privilegiando i più lontani, i sofferenti, gli ammalati, gli scartati della società. Il nostro cuore riconosce che quella Parola lo riempie e che rappresenta il senso della propria vita. Noi non siamo discepoli di una parola che passa e svanisce, né di un libro, ma siamo discepoli di un Vivente, di Cristo Risorto che è la Parola eterna di Dio fatta carne per noi.
Preghiera: Maria Santissima, che hai detto “si” al progetto di salvezza di Dio per l’umanità, aiutaci a lasciarci plasmare dalla Parola, che è il Vangelo del tuo Figlio.
