Pensiero della II Domenica del Tempo Ordinario – 2026


Isaia 49,3.5-6
Salmo 39
1Corinzi 1,1-3
Giovanni 1,29-34

Ecco l’Agnello di Dio

Questa seconda domenica del Tempo ordinario ci conduce di nuovo presso il Giordano, dove Giovanni testimonia: “Ho contemplato lo Spirito discendere come una colomba dal cielo e rimanere su di lui” (Gv 1,32). Noi siamo abituati a definire Giovanni “il Battista”, ma, stando al quarto Vangelo, lo dovremmo chiamare il “Testimone”, poiché l’evangelista insiste nel mettere in evidenza la sua credibilità e la sua efficacia nel testimoniare. “Ecco l’Agnello di Dio, colui che toglie il peccato del mondo” (Gv 1,29). Il Messia, l’Atteso è arrivato. A Giovanni non resta che riconoscerlo davanti ai presenti perché i loro occhi si volgano verso di lui, perché il loro cuore prenda la decisione di seguirlo. Ecco un Dio che non si impone, si propone, che non può, non vuole far paura a nessuno. “Eppure toglie il peccato del mondo. Il peccato, al singolare, non i mille gesti sbagliati con cui continuamente laceriamo il tessuto del mondo, ne sfilacciamo la bellezza, ma il peccato profondo, la radice malata che inquina tutto. In una parola: il disamore: che è indifferenza, violenza, menzogna, chiusure, fratture, vite spente…Gesù viene come il guaritore del disamore. E lo fa non con minacce e castighi, non con una posizione di forza, con ingiunzioni e comandi, ma con quella che Papa Francesco chiamava “la rivoluzione della tenerezza”. Agnello che toglie il peccato: con il verbo al tempo presente, non al futuro o al passato, ma adesso; ecco colui che continuamente, instancabilmente, ineluttabilmente, toglie via, se solo lo accogli in te, tutte le ombre che invecchiano il cuore e fanno soffrire te e gli altri. La salvezza è dilatazione della vita, il peccato è, all’opposto, atrofia del vivere, rimpicciolimento dell’esistenza (P.Ermes Ronchi). Giovanni ci testimonia che il Cristo è Colui che libera l’uomo dal male. Diceva D.Bonhoeffer, a un anno dal suo martirio sotto il nazismo: “Il problema che non mi lascia mai tranquillo è quello di sapere che cosa sia veramente per noi oggi il cristianesimo […]. L’interrogativo del cristiano è appunto quello che verte sul Cristo, sul ”chi sia e chi sia per me”. Una domanda che si sfugge, ma che ha un profondo significato: Come incide Cristo nella mia vita? Giovanni ci dice cosa fare con una semplicità disarmante: “Io ho visto e ho testimoniato”. A questo sono chiamato, a non ostacolare la luce. E, quando essa appare, avere il coraggio di dire: “Ecco”.

Preghiera: Aiutaci Signore, sull’esempio di Giovanni, il testimone, a lasciare che Gesù operi nella nostra vita con la forza dello Spirito.

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