Pensiero della I Domenica di Quaresima 2025

Camminare insieme nella speranza

Deuteronomio 26,4-10
Salmo 90
Romani 10,8,13
Luca 4,1-13

Camminare insieme nella speranza

All’inizio del tempo di Quaresima, dono di grazia e forte invito alla conversione del cuore ascoltiamo alcuni stralci del Messaggio che Papa Francesco ha inviato a tutto il popolo di Dio, mentre noi preghiamo per la sua salute.
“In questa Quaresima, arricchita dalla grazia dell’Anno Giubilare, desidero offrirvi alcune riflessioni su cosa significa “camminare insieme nella speranza”. Prima di tutto “camminare”: Il motto del Giubileo “Pellegrini di speranza” fa pensare al lungo viaggio del popolo d’Israele verso la terra promessa, narrato nel libro dell’Esodo. […]. E non possiamo ricordare l’esodo biblico senza pensare a tanti fratelli e sorelle che oggi fuggono da situazioni di miseria e di violenza e vanno in cerca di una vita miglior per sé e i propri cari. Qui sorge un primo richiamo alla conversione, perché siamo tutti pellegrini nella vita, ma ognuno può chiedersi: come mi lascio interpellare da questa condizione? Sono veramente in cammino o piuttosto paralizzato, statico, con la paura e la mancanza di speranza, oppure adagiato nella mia zona di comodità? […]. In secondo luogo facciamo questo viaggio “insieme”. Camminare insieme, essere sinodali, questa è la vocazione della Chiesa. I cristiani sono chiamati a fare strada insieme, mai come viaggiatori solitari. Lo Spirito Santo ci spinge ad uscire da noi stessi per andare verso Dio e verso i fratelli, e mai a chiuderci in noi stessi. […]. Significa procedere fianco a fianco, senza calpestare o sopraffare l’altro, senza covare invidia o ipocrisia, senza lasciare che qualcuno rimanga indietro o si senta escluso. […]. Chiediamoci davanti al Signore se siamo in grado di lavorare insieme come vescovi, presbiteri, consacrati e laici, al servizio del Regno di Dio. […]. Se facciamo sentire le persone parte della comunità o s le teniamo ai margini. […].  In terzo luogo, compiamo questo cammino insieme “nella speranza” di una promessa. La “speranza che non delude” (cfr Rm5,5), messaggio centrale del Giubileo, sia per noi l’orizzonte del cammino quaresimale verso la vittoria pasquale. Come ci ha insegnato nell’Enciclica “Spe salvi” Papa Benedetto XVI: “l’essere umano ha bisogno dell’amore incondizionato. Ha bisogno di quella certezza che gli fa dire: “Né morte né vita, né angeli né principati, né presente né avvenire, né potenze, né altezze, né profondità, né alcun’altra creatura potrà mai separarci dall’amore di Dio, che è in Cristo Gesù, nostro Signore” (Rm 8,38-39). […] e qui sta la fede e la grande speranza dei cristiani: nella risurrezione di Cristo! […]. Dobbiamo chiederci: ho in me la convinzione che Dio perdona i miei peccati? […]. Vivo concretamente la speranza che mi aiuta a leggere gli eventi della storia e mi spinge all’impegno per la giustizia, alla fraternità, alla cura della casa comune, facendo in modo che nessuno sia lasciato indietro? […]. La speranza è “l’ancora dell’anima”, sicura e salda. […] Santa Teresa di Gesù così si esprimeva: “Spera, anima mia, spera. Tu non conosci il giorno né l’ora. Veglia premurosamente, tutto passa in un soffio, sebbene la tua impazienza possa rendere incerto ciò che è certo, e lungo un tempo molto breve”. La Vergine Maria, Madre della Speranza, interceda per noi e ci accompagni nel cammino quaresimale.

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