Pensiero della domenica di Pentecoste 2025

Atti 2,1-11
Salmo 103
Romani 8,8-17
Giovanni 14,15-16.23b-26

Il vento dello Spirito

La mattina di Pentecoste un vento impetuoso si abbatté su Gerusalemme. Il fuoco divino, a forma di fiammelle, discese sugli apostoli. Bruciò la loro paura e sciolse le loro lingue. Uscirono nelle strade e nelle piazze e annunciarono la Risurrezione di Cristo con una sicurezza inaudita, con un entusiasmo contagioso, senza lasciarsi fermare dalle barriere culturali o linguistiche delle folle provenienti da tutto il vicino Oriente. Proclamarono le meraviglie di Dio facendosi capire da tutti, con grande stupore generale. Ciò che si è compiuto a Pentecoste è ciò che il Cristo risorto aveva promesso ai suoi discepoli: che, cioè, avrebbe mandato loro lo Spirito Santo affinché fossero suoi testimoni fino agli estremi confini della terra. E l’elenco dei popoli citati da Luca negli Atti degli Apostoli è l’espressione di questa universalità dello Spirito Santo, ben oltre gli orizzonti conosciuti dagli apostoli, oltre i confini dell’impero romano: “Parti, Medi, Elamiti, Cretesi e Arabi” (cfr Atti 2,9-11). Ma perché il racconto della Pentecoste insiste tanto sulle lingue straniere che gli apostoli parlavano per annunciare la Risurrezione? Il grande miracolo della Pentecoste è quello di far capire a tutti i cuori e a tutte le menti, nelle loro lingue, ma soprattutto nelle loro culture e nelle loro mentalità, che la Risurrezione è un atto di Dio che si è compiuto in Gesù. La grandezza della Pentecoste è che il vento dello Spirito sceso sugli apostoli li rende capaci di annunciare la Risurrezione di Gesù. Lo Spirito Santo è colui che spinge i discepoli di Cristo fuori dal loro torpore per condividere l’evangelo della Pasqua. Lo Spirito Santo è colui che conduce i cristiani a vivere la Chiesa, a condividere il dono di Dio con i fratelli e le sorelle in umanità. Lo Spirito Santo è colui che li spinge a essere testimoni, dovunque si trovino, del regno di Dio. Lo Spirito Santo è come il vento: fa cantare le nostre storie, danzare le nostre vite e gonfiare le vele della nostra nave. Anche se non sappiamo da dove il vento dello Spirito venga e dove vada, possiamo sempre aprire le nostre mani, allargare i nostri cuori, issare le nostre vele, per lasciare che lo Spirito ispiri il nostro cammino nella sequela di Cristo Risorto.

Preghiera: Vieni, santo Spirito, ricordaci le parole di Gesù, accendi col tuo fuoco i nostri cuori, rendici uniti e operosi, aperti e solidali. Fa’ di ognuno di noi un lievito buono che trasmette pace e riconciliazione, che fa crescere la speranza, attraverso gesti di fraternità.

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