Atti 1,1-11
Salmo 46
Ebrei 9,24-28 10,19-23
Luca 24,46-53
Gesù entra nel profondo di tutte le vite
Quella di oggi non è una festa tra le altre. Non è casuale, infatti, che nell’opera di Luca essa faccia da cerniera tra il Vangelo e gli Atti degli Apostoli: “Poi li condusse fuori verso Betania e, alzate le mani, li benedisse. Mentre li benediceva, si staccò da loro e veniva portato su, in cielo” (Lc 24,50-52); “Detto questo, mentre lo guardavano, fu elevato in alto e una nube lo sottrasse ai loro occhi. Essi stavano fissando il cielo mentre egli se ne andava, quand’ecco due uomini in bianche vesti si presentarono a loro e dissero: “Uomini di Galilea, perché state a guardare il cielo? Questo Gesù, che di mezzo a voi è stato assunto in cielo, verrà allo stesso modo in cui l’avete visto andare in cielo” (At 1,9-11). In effetti costituisce un “compimento” e, nello stesso tempo un “inizio”: Gesù dice ai discepoli: “Riceverete la forza dallo Spirito Santo che scenderà su di voi, e di me sarete testimoni a Gerusalemme, in tutta la Giudea e la Samaria e fino ai confini della terra” (At 1,8). Guardiamo i tre gesti ultimi di Gesù: invia, benedice, scompare. Inizia su quell’altura “la Chiesa in uscita” (Papa Francesco). “Inizia con l’invio che chiede agli apostoli un cambio di sguardo. Devono passare da una comunità che mette sé stessa al centro, che mette i riflettori su di sé, ad una Chiesa che si mette al servizio del cammino ascensionale del mondo, al servizio, nella testimonianza, dell’avvenire dell’uomo, della vita, della cultura, della casa comune, delle nuove generazioni” (P.Ermes Ronchi). “Poi alzate le mani li benedisse e mentre li benediceva” Il verbo è espresso all’imperfetto per indicare una benedizione mai terminata. Così commenta ancora P. Ermes Ronchi: “Lui che benedice gli occhi e le mani dei suoi, benedice il cuore e il sorriso, la tenerezza e la gioia improvvisa! Quella gioia che nasce quando senti che il nostro amare non è inutile, ma sarà raccolto goccia a goccia, vivo per sempre. Che il nostro lottare non è inutile, ma produce cielo e terra. E’ asceso il nostro Dio migratore, non oltre le nubi, ma oltre le forme; non una navigazione celeste, ma un pellegrinaggio del cuore; se prima era con i discepoli, ora sarà dentro di loro, forza ascensionale dell’intero cosmo verso più luminosa vita”. Questa è la testimonianza, fatta non solo con le parole ma anche con la vita quotidiana, e che ogni domenica dovrebbe uscire dalle nostre chiese per entrare con gioia nelle case, negli uffici, nei luoghi di lavoro, a scuola, nei luoghi di ritrovo e di divertimento, negli ospedali, nelle carceri, nelle case per gli anziani, nei luoghi affollati degli immigrati, nelle periferie della città. Testimoniare che Gesù, salito al cielo, è con noi, Cristo è vivo!
Preghiera: O Vergine Maria, che hai atteso nel cenacolo con gli apostoli lo Spirito Santo, aiutaci ad essere testimoni gioiosi dell’Amore del tuo Figlio nella vita di ogni giorno.
