Numeri 21,4b-9
Salmo 77
Filippesi 2,6-11
Giovanni 3,13-17
La Croce che salva
La festa odierna dell’esaltazione della Croce si rifà al tempo dell’imperatore Costantino, al 14 settembre del 335, quando a Gerusalemme venne dedicata la basilica al Santo Sepolcro, dopo il ritrovamento del legno della croce su cui fu inchiodato il Signore. Ma perché esaltare la croce? La crocifissione al tempo dell’impero romano era una modalità di esecuzione della pena di morte; si trattava di una vera e propria tortura, talmente atroce e umiliante che non poteva essere inflitta a un cittadino romano. Veniva preceduta dalla flagellazione, che rendeva questo rito ancora più straziante per il condannato. Cicerone la definì “il supplizio più crudele e più tetro”. Chi ha visto, negli anni passati, il film di Mel Gibson, The Passion (La Passione), ambientato nella città vecchia di Matera, si sarà fatto una qualche idea a quali atroci sofferenze è stato sottoposto Gesù. Ma anche chi ha potuto sostare davanti alla Sindone, o ne ha letto tramite pubblicazioni, si sarà reso conto di quanti dolori Egli abbia patito. Attraverso l’elevazione in croce si svela l’amore salvatore: “Dio ha tanto amato il mondo da dare il Figlio unigenito” (Gv3,16). Secondo Giovanni l’esaltazione di Cristo in croce, cioè la sua Pasqua, è la radice della salvezza e la manifestazione del suo amore. L’innalzamento di Gesù sulla croce è, in realtà, il momento del suo massimo abbassamento: umiliato, annientato come un criminale ribelle. Eppure San Paolo afferma di non avere altro vanto che in questo mistero, e l’antifona d’ingresso di questa liturgia ci esorta a gloriarci della croce, perché ci ricorda quanto siamo amati da Dio: “Non ci sia per noi altro vanto che nella croce del Signore nostro Gesù Cristo. Egli è la nostra salvezza, vita e risurrezione; per mezzo di lui siamo stati salvati e liberati” (cfr Galati 6,14). E allora come glorificare la croce nella vita? Quando il cammino si fa pesante, incerto, pieno di imprevisti, non cadiamo nella tentazione della sfiducia e della lamentela, come accadde al popolo nel deserto (prima lettura), ma impariamo ad alzare lo sguardo. Guardiamo alla croce con fede, perché da lì nasce la nostra salvezza. Guardare a Cristo innalzato sulla croce significa credere nel suo amore, accogliere il suo perdono, fidarsi di lui sempre.
Preghiera: Signore Gesù, che hai dato la vita per noi sulla croce, benedici le nostre famiglie. Donaci forza nei momenti difficili, unità nell’amore, e speranza che non viene meno. Fa’ che la tua Croce sia segno di pace nella nostra casa e guida sicura sul nostro cammino.
