Isaia 7,10-14
Salmo 23
Romani 1,1-7
Matteo 1, 18-24
I sogni di Giuseppe sono quelli di Dio
La liturgia della quarta domenica di Avvento concentra quest’anno l’attenzione su Giuseppe, uomo giusto e silenzioso, chiamato a fidarsi di una Parola che lo supera. L’angelo lo invita a non temere e ad accogliere Maria, e lo fa diventare custode dell’incarnazione del Figlio di Dio. Ogni volta che Dio entra nella storia o nella vita di una persona, lo fa con umiltà e semplicità, ma porta con sé una forza che sorprende e scompiglia: le sue vie non sono le nostre vie. Giuseppe, davanti a un mistero che non comprende, pensa inizialmente di farsi da parte, cercando la soluzione meno dolorosa. Il suo cuore, però, resta inquieto e aperto alla ricerca: ed è lì che Dio interviene con la Parola che cambia tutto: “non temere di prendere con te Maria, tua sposa. Infatti il bambino che è generato in lei viene dallo Spirito Santo; ella darà alla luce un figlio e tu lo chiamerai Gesù: egli infatti salverà il suo popolo dai suoi peccati” (Mt 1,20b-21). E Giuseppe si rimette al piano di Dio, che sconvolge totalmente il suo piano. Deve andare a Betlemme, poi fuggire in Egitto, poi tornare a Nazaret. La dolcissima figura di Giuseppe che si fa portare e condurre da Dio è l’esempio immediato per il nostro Natale. E così, come Giuseppe, anche noi siamo chiamati a fidarci dell’amore del Padre e ad accoglierlo, per lasciarci trasformare dal suo amore gratuito e potente. Prepararsi al Natale significa accogliere Dio nelle pieghe ordinarie della vita, con cuore disponibile e aperto alle sorprese del suo amore. Non lasciamoci bloccare dalle paure, ma trasformiamole in affidamento.
Preghiera: O Signore, che hai scelto Giuseppe come custode di Maria e di Gesù, insegnaci a fidarci di te anche quando non comprendiamo. Donaci la forza mite e silenziosa che nasce dalla fede e rendici disponibili al tuo disegno d’amore. Amen.
