Penisero della XVI Domenica del Tempo Ordinario 2025


Genesi 18,1-10°
Salmo 14
Colossesi 1,24-28
Luca 10,38-42

Ascolto e Servizio= Ospitalità

La perla di questa domenica è l’ospitalità. Uno dei principi che differenzia il mondo ospitale dal mondo brutale è proprio l’ospitalità. L’accoglienza ospitale è ciò che rende umano il nostro esistere nel mondo. Tutti viviamo grazie al fatto di essere accolti, amati, ospitati, per poter poi diventare ospitanti e ospitali. Nella Bibbia anche Dio si presenta come colui che ospita, che fa spazio, che accoglie: dapprima nel giardino dell’Eden, poi sul monte Oreb e ancora nella Terra promessa. Crea sempre condizioni di ospitalità: perdonando e liberando. Ma Dio è allo stesso tempo colui che desidera essere accolto e soprattutto ascoltato. Anche Abramo, amico di Dio, sperimenta l’accoglienza di Dio e, offrendo il pasto, fa’ in modo che il grembo sterile e incredulo di Sara possa aprirsi alla fecondità ricca di sorriso. Anche l’evangelista Luca orienta la sua riflessione sul servizio dell’ospitalità. Gesù è accolto da due sorelle in un villaggio non molto lontano da Gerusalemme, Betania. La loro ospitalità è completa: Marta si prende cura del Maestro e Maria ascolta la sua Parola. Marta si rivolge a Gesù: “Signore, non t’importa nulla che mia sorella mi abbia lasciata sola a servire? Dille dunque che mi aiuti”. Ma il Signore le rispose: “Marta, Marta, tu ti affanni e ti agiti per molte cose, ma di una cosa sola c’è bisogno. Maria ha scelto la parte migliore, che non le sarà tolta” ( Lc 10,40-42 ). Gesù non rimprovera Marta per ciò che sta facendo: è necessario, è servizio, è carità. Gesù vuole sottolineare soprattutto che la prima accoglienza è quella dell’ascolto. L’ascolto di Dio è l’essenza, il cuore e l’anima di ogni azione, perché il nostro operare manifesti il senso vero. Il “preoccuparsi e agitarsi per molte cose” è tale perché è vuoto di anima e si esaurisce presto nella stanchezza. La velocità del mondo ci impone di entrare in uno stile multitasking: tutti facciamo più cose contemporaneamente e spesso più velocemente possibile, la fretta diventa la nostra linea di condotta quotidiana. Ma chi scopre “la cosa necessaria” entra in relazione d’amore con l’Assoluto e, “sedersi ai suoi piedi”, allora, non significa inerzia o disimpegno, ma caricarsi delle ragioni dell’amore perché queste possano fiorire in ogni gesto d’amore. La vita, e non importa dove la si vive, in quale stato o condizione o luogo o tempo, si accende tutta dal di dentro, se dentro c’è Gesù. Maria, dunque, ha scelto “la parte migliore”, ha iniziato cioè dalla parte giusta, il cammino che ha origine dal cuore a cuore con Dio. La prima preghiera è contemplazione, più che guardare Lui, essere guardati da Lui. Qualcosa più

importante del “fare”, è il “perché fare”, e le ragioni ultime della vita e il cuore acceso. Io sono Marta, io sono Maria; dentro di me le due sorelle si tengono per mano, e quando nulla separerà l’uomo da Dio, allora nulla separerà l’uomo dal sevizio all’uomo.

Preghiera: Gesù, Maestro e Signore, che bussi alla porta del nostro cuore, della nostra casa, concedici la grazia di accoglierti con gioia, accendi in noi il desiderio di ascoltare la tua Parola come fece Maria, per servirti nei nostri fratelli con la generosità di Marta.

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