Penisero della XV Domenica del Tempo Ordinario 2025

Deuteronomio 30,10-14
Salmo 68
Colossesi 1,15-20
Luca 10,25-37

“Vide e ne ebbe compassione” ( Lc 10,33b)

Oggi il Vangelo presenta la celebre parabola del “buon samaritano”, valida per tutte le epoche e per tutte le culture: Papa San Paolo VI, alla fine del Concilio Vaticano II affermò: “L’antica storia del Samaritano è stata il paradigma della spiritualità del Concilio”. Interrogato da un dottore della legge su ciò che è necessario per ereditare la vita eterna, Gesù lo invita a trovare la risposta nelle Scritture e dice: “Amerai il Signore tuo Dio con tutto il tuo cuore, con tutta la tua anima, con tutta la tua forza e con tutta la tua mente, e il tuo prossimo come te stesso” ( Lc 10,27). E quell’uomo chiede ancora: “E chi è il mio prossimo?” ( Lc 10,29). Rispondendo Gesù racconta di un uomo aggredito dai briganti, di due uomini religiosi e di un samaritano, disprezzato dai giudei. Tutti passano per la stessa strada, tutti vedono l’uomo in fin di vita, ma i primi due passano oltre. Solo il terzo si fa vicino; “vide e ne ebbe compassione […], gli fasciò le ferite, versandovi olio e vino; poi lo caricò sulla sua cavalcatura, lo portò in albergo e si prese cura di lui. Il giorno seguente, tirò fuori due denari e li diede all’albergatore, dicendo: “Abbi cura di lui, ciò che spenderai in più, te lo pagherò al mio ritorno” ( Lc 10,33b-35). Dalla domanda-alibi: “Chi è il mio prossimo?”, Gesù spinge e invita a rispondere alla domanda-impegno: “Chi di questi tre ti sembra sia stato prossimo di colui che è caduto nelle mani dei briganti?” ( Lc 10,36). Non chiederti chi è il prossimo, ma fatti prossimo a chiunque. Essere capaci di avere compassione: questa è la chiave. La capacità di compassione è la pietra di paragone del cristiano, anzi dell’insegnamento di Gesù. Gesù stesso è la compassione del Padre verso di noi. Lui è il perfetto ed autentico Buon Samaritano. Così commenta P.Ermes Ronchi: “Il racconto di Luca poi si muove rapido, mettendo in fila dieci verbi per descrivere l’amore fattivo: vide, ebbe compassione, si avvicinò, versò, fasciò, caricò, portò, si prese cura, pagò…fino al decimo verbo: al mio ritorno salderò…Questo è il nuovo decalogo, perché l’uomo sia promosso a uomo, perché la terra sia abitata da “prossimi”, e non da briganti e nemici. Al centro del messaggio di Gesù una parabola; al centro della parabola un uomo, e quel verbo: tu amerai. Fa’ così e troverai la vita”. E allora concretamente, come posso essere prossimo dell’altro? Cinque atteggiamenti: Presenza, Comprensione, Ascolto, Condivisione, Preghiera. Diceva Santa Teresa di Calcutta: “Se uno non riconosce Gesù nell’Eucaristia, non riuscirà a riconoscerlo nei fratelli”.

Preghiera: O Maria aiutaci a comprendere e soprattutto a vivere il legame tra l’amore per Dio e l’amore concreto e generoso per i nostri fratelli e dacci la grazia di avere compassione e crescere nella compassione.

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