Atti degli Apostoli 8,5-8.14-17
Salmo 65
1Pietro 3,15-18
Giovanni 14,15-21
In questo tempo, mentre continuiamo a vivere il mistero della Pasqua, la liturgia ci raccoglie in preghiera perché ci prepariamo, come gli apostoli e Maria, a ricevere il dono dello Spirito Santo. Il brano degli Atti degli Apostoli ci narra di Pietro e Giovanni che scesero in Samaria tra coloro che erano già stati battezzati per invocare su di essi lo Spirito Santo. E’ la prima testimonianza di quella che noi chiamiamo la “Cresima”. Nel Vangelo Gesù nel discorso dell’Ultima Cena dice. “Se mi amate, osserverete i miei comandamenti” (Gv14,15”): così commenta P.Ermes Ronchi: “Gesù non detta regole, si fa mendicante d’amore rispettoso e paziente. […] Lo fa con estrema delicatezza, mettendo a capo di tutto un “se”. […] Puoi accogliere o no, in totale libertà. Ma amarlo è pericoloso: amore è parola che brucia le labbra se pronunciata male, se suona incoerente, “se mi amate osserverete…” un bellissimo automatismo, radice della coerenza: solo se ami, osservi. Che cosa? “i miei comandamenti”. Non le tavole di pietra del Sinai, ma il suo, il nuovo, l’unico, la cronaca del suo amore diventata legge: lui che si perde dietro alla pecora perduta, dietro a pubblicani e prostitute e vedove povere, che fa dei bambini i principi del regno, che ama per primo e in perdita”. Ed ecco l’annuncio pasquale del Signore vivente: “Io vivo e voi vivrete” (Gv 14,19b). Il Vivente non è solo colui che un giorno ha dato la sua vita per noi, ma colui che in questo momento ci fa credere nella vita, ci fa sperare la vita. E’ il passaggio dal sopravvivere al vivere pienamente. Gesù vivo oggi ci dice: “Se mi amate fate vivere” “Se mi confessate Vivente fate vivere gli altri”. Ecco il cristianesimo: un’arte di vivere e di far vivere gli altri. La nostra fede nella risurrezione di Cristo si misura da quanta vita generiamo dentro di noi e intorno a noi. Se una parola o gesto rianima qualcuno, stiamo realizzando la Pasqua. La nostra esistenza è un fuoco da accendere e alimentare. Il Risorto non ci chiama ad essere innocenti, ma ad essere fecondi per generare la vita. Per vivere da veri testimoni Gesù ci dona il Consolatore, lo Spirito Santo. E’ lo Spirito della verità che apre gradualmente le nostre menti e i nostri cuori alla Parola di Gesù.
Preghiera: Donaci Signore, con la forza d’amore dello Spirito Santo, di rendere sempre ragione della speranza che abita in noi e di donarla con gioia agli altri.
