Ezechiele 37,12-14
Salmo129
Romani 8,8-11
Giovanni 11,1-45
Passare dalla morte alla vita
La quinta domenica chiude il trittico dei Vangeli catecumenali, adatti alla preparazione dei catecumeni al battesimo: La samaritana, Il cieco nato e Lazzaro. Il filo rosso è il dono della vita. Gesù non solo disseta e illumina, ma la sua Parola potente chiama per nome e fa uscire dal sepolcro. In questa domenica di Quaresima la Parola ci conduce davanti ad una delle pagine più intense del Vangelo: Gesù si ferma davanti alla tomba di Lazzaro, condivide il pianto delle sorelle e pronuncia parole che aprono alla vita.: “Vieni fuori!” (Gv 11,43). E’ un invito che raggiunge anche noi: lasciamoci chiamare fuori da ciò che ci appesantisce, dalle paure, dalle stanchezze che sembrano chiuderci in noi stessi. Il Signore non resta distante: entra nelle nostre fragilità e le trasforma in un cammino verso la vita nuova. A Marta e alla sua professione di fede nella risurrezione “nell’ultimo giorno”, Gesù risponde spostando tutto sul presente: “Io sono la risurrezione e la vita.”. La risurrezione non è solo un evento futuro, ma una persona con cui entrare in relazione. Credere significa affidarsi a Lui ora, dentro la morte, non solo oltre la morte. “La morte resta, dura e ineluttabile: “anche se muore”, dice Gesù a Marta, ma non cancellerà, non porrà termine, non annienterà. Troppo più forte è la vita che chiama per nome: “Lazzaro, vieni fuori”: siamo chiamati alla vita uno ad uno, ciascuno con il proprio nome, ciascuno con la sua individualità. Ecco, Lui oggi viene a “dare una svolta alla parola morte, una scossa di risveglio” (C.L.Candiani), viene ad aprire le porte chiuse, a dissigillare tutto quello che ci lascia confinati, immobili e finiti, in una tomba. Viene a portare aria pulita e fresca ed a ripeterci “Io sono la risurrezione, la vita ed anche il pianto, le mie lacrime mescolate alle vostre, dinanzi alla morte” (Luigi Verdi)
Preghiera: O Signore fa’ che ci lasciamo chiamare da Te per liberarci dalle paure e da ogni pesantezza, e diventare comunione con Te e con i fratelli.
