Pemsiero della VI Domenica del Tempo Ordinario


Levitico 13,1-2. 45.46
Salmo 31
1 Corinzi 10,31-11,1
Marco1,40-45

Gesù, Figlio di Dio, ci guarisce dalla lebbra del peccato

“Se vuoi, puoi guarirmi” (Mc1,40): il grido che risuona oggi nella Chiesa attraverso questo lebbroso del Vangelo e che dovrebbe divenire nostro particolarmente alle porte della Quaresima, tempo di purificazione del cuore, di preghiera e di gioia. Possiamo riconoscerci in quest’uomo? Tutta la tradizione della Chiesa vede nella lebbra l’immagine del peccato e nei lebbrosi quella dei peccatori. Siamo lebbrosi perché il peccato ha gli stessi effetti della lebbra: ci disumanizza e deturpa l’immagine di Dio che è in noi. Ma cos’è il peccato? E’ prima di tutto un’offesa fatta al cuore di Dio, una ingiustizia contro Dio. E’ offesa a Dio perché è offesa alla Chiesa che è corpo di Cristo, il quale viene impoverito e sfigurato, come Gesù in croce. Viviamo in tempo di guerre, ma non pensiamo mai che il primo offeso è Dio e la prima cosa da fare è riparare le offese rivolte a Lui. Pensiamo anche alle regioni italiane in cui facilmente si parla di benessere più che in altre, senza accorgersi che con l’aborto vengono uccise più persone che nelle guerre in Ucraina e in Terra Santa. La rivoluzione del Vangelo è tutta nel comportamento di Gesù che non scaccia il lebbroso, come la legge prevedeva, ma va incontro a lui e lo tocca con la sua mano. E’ così che Gesù ci mostra il suo amore misericordioso. Dio solo può purificarci col suo Spirito, donarci un cuore nuovo, un cuore di carne. La Chiesa può e vuole attingere al tesoro della misericordia che possiede, toccare tutto l’uomo e rimetterlo nella gioia di Dio. Alle porte della Quaresima il Signore ci invita a fare verità su noi stessi, a chiamare il male, l’origine del male, con il suo vero nome: peccato, e ad accogliere Lui, Redentore e Salvatore della nostra vita.

Preghiera: Aiutaci o Maria ad accogliere il tuo Figlio Salvatore, per essere anche noi testimoni credibili del suo amore misericordioso.

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