Pasqua, festa della vita

Carissimi, l’evento più importante dell’anno per noi cristiani ci viene donato di nuovo. Ma cosa vuol dire celebrare la Pasqua? Cosa crediamo, o meglio in Chi crediamo? Crediamo all’Amore che vince, all’Amore che è più forte della morte.
Solo l’Amore risorge, solo l’Amore non rimane prigioniero della tomba sigillata.
Il santo vescovo Don Tonino Bello affermava: “La risurrezione di Gesù Cristo, nostro indistruttibile amore, è il paradigma dei nostri destini. La risurrezione, non la distruzione, non la catastrofe, non l’olocausto planetario, non la fine, non il precipitare nel nulla. Il Signore è risorto proprio per dirci che, di fronte a chi decide di amare, non c’è morte che tenga, non c’è tomba che chiuda, non c’è macigno sepolcrale che non rotoli via”.
La Pasqua non toglie nessuna delle notti che l’umanità nei suoi millenni di storia ha attraversato e neppure le notti che ogni essere umano può conoscere: la notte della guerra, la notte della violenza insensata, dell’ingiustizia orribile, del dolore innocente e della sofferenza che toglie il respiro. La notte dell’amore tradito, la notte dell’abbandono e della solitudine.
Ma è al cuore del mistero della morte che Cristo è continuamente in atto di risurrezione. Se è vero che Gesù “con la morte calpesta la morte”, è altrettanto vero che è stata tutta la sua vita e non solo il suo modo di vivere ad aver sconfitto la morte. Se la nostra epoca vive la Pasqua superficialmente o solo a livello commerciale ed emotivo, il cristiano la vive con il coinvolgimento di tutta la sua persona.
Il Signore è risorto! Veramente è risorto! La pace è il dono del Risorto, sta a noi accoglierla.
Lasciamo agire nel nostro cuore Colui che ha vinto la morte con il suo amore: E’ questo l’augurio che ci scambiamo per una Santa Pasqua che duri tutto l’anno.

Buona e Santa Pasqua, Don Mauro.

print