Pasqua di Risurrezione


“Vide e credette” (Gv 20,8b)

Che cosa accade davanti alla tomba di Gesù? Secondo il Vangelo di Giovanni la prima ad arrivare è Maria di Magdala. E’ ancora buio e tuttavia essa si accorge che la pietra era stata tolta dal sepolcro. Che cosa pensare? E’ buio, certo, perché il sole non è ancora sorto, ma è buio anche per la fede: l’idea che Gesù sia risorto, infatti, non la sfiora neppure. E Maria rimane chiusa nel suo dolore, ma corre ad avvertire gli altri. Pietro e Giovanni corrono al sepolcro. Giovanni, che arriva per primo, non può fare a meno di scorgere i teli che avevano avvolto il corpo di Gesù. Pietro entra e compie una vera ricognizione del luogo. Una ricognizione accurata, però, non conduce alla fede. Non bastano gli indizi, ci vuole qualcosa di più. Ed è questo “qualcosa” che conduce Giovanni, “il discepolo che Gesù amava”: “Ed entrò anche l’altro discepolo, che era giunto per primo al sepolcro, e vide e credette” (Gv 20,8). Se egli arriva per primo a credere, è perché ancora una volta “si lascia amare” da Gesù e si apre all’imprevisto, si abbandona fiducioso all’evento insperato. Giovanni è rimasto fino in fondo accanto a Gesù, ai piedi della croce, insieme a Maria. Ha partecipato alla sua Passione e alla sua morte. E ora il suo dolore è il terreno fertile in cui germoglia la fede nel Risorto. Per Giovanni, come per noi, la fede nel Risorto non è un passaggio scontato. Ci sono chiusure da vincere, difese da abbattere, paure, dubbi, pregiudizi, delusioni…bisogna “lasciarsi amare” da Gesù più che tentare di amarlo. Bisogna lasciarsi prendere per mano dalla Parola per leggere in profondità la storia. L’occasione più bella ci viene offerta dal Giubileo. Lasciamoci inondare dalla misericordia infinita di Dio, che in Gesù ci ama talmente da voler dimorare in ciascuno di noi.

Buona Settimana dell’Amore, Buona Pasqua e buona vita da risorti a tutti voi! Con amicizia, Don Mauro.

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